(la musica in sottofondo è «Mellon Collie and the Infinite Sadness» degli Smashing Pumpkins)
Presentazione di Mario R. Albanese Occhi grandi di meraviglia guardano le piccole cose che passano, cadono, risorgono, si spengono, e le cose grandi riportate alla misura di un filo: il filo lucente di una memoria che ritorna per un attimo, o di una sottile nostalgia in un momento di totale silenzio, o di una gioia che viene e subito svanisce.
È amore per la vita, per le vite più umili e più nascoste le quali, attraverso il linguaggio semplice e pulito, divengono simboli di castità e di amore. Ed è desiderio di luce e di calore, nel segno della speranza.
Questi versi brevi brillano come le stelline di Chiara, come le sue farfalle, come le sue foglie: hanno il loro volo, la loro danza, il loro canto, e si posano lente su noi, dandoci una leggiera stretta, ma senza ferire; perché, come ci ricorda Chiara, anche in autunno ci può essere un giorno dì primavera.
ATTENZIONE! Alcune fra le poesie di questa raccolta sono scritte in violetto perché si possono spedire. Cliccandoci sopra aprirai una nuova finestra con una serie di queste poesie che sono state illustrate e che potrai inviare via e-mail a chi vuoi. Un'idea carina, no?
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La ragnatela
Un raggio di sole colpisce
un filo che diventa argento,
impalpabile come seta,
il sole scompare ed il misterioso filo
ritorna ad essere nulla.
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Le tue mani
Una stretta di mano
forte e cordiale,
la tua mano sulla mia
che mi trasmette calore,
una mano che accarezza
che dice ti voglio bene.
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Le foglie
Come uccelli spaventati
le foglie ondeggiano
si radunano,
un soffio di vento le allontana.
Solo una danza nell'aria
e dolcemente si posa per terra
stanca e triste.
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Come fiore
Come fiore in boccio
la tua giovinezza esplode
la tua vita come un fiore
si dona e si consuma.
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Un uomo di mare
Sembra una statua
rivolta verso il mare
una divinità greca
dimenticata dai secoli
e rimasta intatta.
Invece è un uomo vivo
pieno di umanità e di amore
mentre guarda il suo mare.
Sembra che la nostra
Madre Terra, come Fratel Francesco
volle chiamarla,
sia stanca dei suoi figli
che nulla comprendono,
e li abbia richiamati
ad una realtà
di amore e di morte.
Palude inondata di luce
la luna giocava a rimpiattino tra le nubi
e si specchiava nell'acqua,
una leggera brezza muoveva le piante lacustri
ricavando un suono dolce, mormorio d'acqua.
Leggiero come una piuma
bello come un sogno di fanciulla
allegro come bimbi felici
lieve come un velo.
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Notte d'estate
Notte d'estate
sei tu, o salice,
che narri la storia sempre nuova
ed antica che l'aria ti racconta
e tu trasmetti al ruscello.
I tuoi rami sono le arpe
che suonano per chi sa udire.