***
PROFUMI
La bellezza è spesso sinonimo di spontaneità: musa ispiratrice
di ogni espressione poetica.
Trasposizioni fatte parole e versi che diventano situazioni estatiche nell'antico
linguaggio che esprime la meraviglia primordiale: lo stupore! Ci stupiamo per
ciò che è grande, ma ci stupiamo anche e soprattutto (speriamo!)
per quello che racchiude il piccolo. Come possiamo dire quanto è bello
un fiore? O come è ammirevole la possenza di un albero secolare? Loro
non parlano, eppure comunicano a noi sentimenti che fanno esplodere un turbinìo
di emozioni. Un fiore sboccia nel silenzio, un albero s'accresce senza far rumore,
gli effluvi inondano il mondo senza lasciare traccia. Quando l'uomo s’affaccia
al mondo per svelarne l'essenza, nasce la ragione o la poesia. In questo sta
il grande segreto dell'ispirazione: saper trascrivere il pensiero che nasce
dal profondo silenzio!
Sarebbe vano spendere ulteriori parole per dire ciò che rappresenta l'origine
stessa delle emozioni. Se poteste annusare questo libro e sentirne il profumo
che ne fuoriesce vi direi di farlo: sentireste accrescere in voi lo Spirito
di cui Chiara si è impossessata per svelare i suoi segreti più
profondi. Oppure vi consiglierei di leggerlo in un ambiente naturale tra piante
e fiori: solo così sareste capaci di liberare le emozioni imbrigliate
sulla carta. Vi ricordereste che un fiore non è semplicemente un fiore
ed un albero non è solamente un albero finché vi sarà qualcuno
che senza bisogno di viaggiare o arrampicarsi in alto sa cogliere l'aspetto
più stupefacente della vita anche osservando un fiore o un albero del
suo giardino.
Un saggio disse: "L'uomo comincia a coltivare il giardino all'età
di trent’anni, perché inizia a guardarsi dentro". Ed è
proprio nel profondo del nostro giardino che spuntano quelle rose amate dal
Piccolo Principe, come i fiori di Chiara Jommetti. I fiori di alta montagna
non sono meno preziosi di quelli dei campi, sembrano dirci questi protagonisti.
Dietro ogni apparente semplicità può esserci un animo poetico
che sa coltivare e conservare quei fiori come se fossero gli unici al mondo
e voi foste il solo uomo sulla terra a custodirne il segreto linguaggio. "Il
poeta può rivelare agli altri qualcosa di suo solo quando la parola è
impotente nell'esprimere ciò che egli sente..."
Antonio Gregolin
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Chiara fa parte della mia vita da quando ero poco più che bambina e con
orgoglio sentivo e conservavo i suoi primi versi.
Ho imparato da ciò che coglievano i suoi occhi, dall'armonia delle sue
parole quanto siano importanti le piccole cose e l'emozione di un attimo, da
sempre, rimane nelle sue poesie come pietra scolpita. Chiara coglie i momenti
che con tanta fretta e distrazione noi ci lasciamo sfuggire. Vive intensamente
la vita che troppo spesso per molti scorre senza lasciare un segno. Partecipa
e condivide le gioie con entusiasmo “giovane”, partecipa e condivide
i dolori con forza, ma ho scoperto in lei anche le paure, le incertezze e le
fragilità di chi con tanta passione si sa esprimere. Chiara sa e ce lo
insegna che ogni giorno, ogni persona, ogni emozione, è un dono prezioso,
e in ogni poesia lei stessa diventa quel dono prezioso.
Michela Turetta
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Questo libro doveva essere dedicato ai miei genitori, ma non credo di fare alcun
torto al papà se lo dedico solamente alla mamma. Colei che per una vita
mi ha insegnato e trasmesso l'amore per le cose piccole e tenere, per tutto
ciò che cresce, sboccia, cade e si rigenera.
Questo amore trasmesso mi ha portato poi ad approfondire tematiche, soprattutto
quelle legate ai fiori spontanei ed alla natura in ogni suo fiorire e sfiorire.
Se queste poesie hanno visto la luce è stato per merito suo ed è
con un doveroso grazie che chiudo questa mia breve ma sentita presentazione.
Grazie mamma, grazie da Chiara.
***
Ninfea.
Bianco fiore che galleggi sull'acqua,
elemento caro ad alcune dee eteree come te
a cui il tuo nome assomiglia,
che attendi che qualcuno apra gli occhi
e si stupisca del tuo fiorire,
attendi una mano che ti accarezzi
e non ti colga,
una mano gentile di bimbo
che in te sappia vedere
il sogno che sai regalare,
una farfalla che si posi tranquilla
grata per il lieve dondolio che gli offri:
sei per lei come una barca
in mezzo all'immenso mare.
(Per gli antichi questo fiore era simbolo della vita e della rinascita).
***
I mandorli.
Sembrate nubi colorate
o veli da sposa,
siete fiori che incantano.
***
Primavera prigioniera.
In una gabbia di nubi
sei tenuta prigioniera
da quel tiranno signore
del freddo e gelo.
Ma nonostante ciò riesci
a mandarci alcuni
barbagli di sole
e i tuoi messaggeri:
i fiori.
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Acacia.
Dolce profumo che
serpeggia nell'aria,
in un grappolo di calici
hai preso dimora.
***
Un giorno d'autunno.
Nell’aria
c'è una vaga nebbiolina
che attenua tutti i colori
rendendo il paesaggio
assai dolce.
Il tepore del sole
ha destato una tenera violetta
che ha soffuso nell'aria
tutto il suo profumo,
e per un giorno è stato Primavera.
***
Vischio.
Bacca lattea
di buon augurio tu sei,
mentre io ti vedo
come un trappola
per gli uccelli che ti sfiorano.
***
Rovo.
Selvaggio e spinoso
con queste armi ti proteggi
mentre la tua corolla bianco rosata
invita a coglierti
e donarti a chi ama i fiori
belli e selvaggi come te.
***
Profumo.
Ho sentito un odore
strano e per un attimo
mi sono chiesta che cos’era
e poi ho capito: era odore di terra,
odore di erba tagliata
di fiori appena schiusi:
profumo di primavera.
***
Rugiada di mare.
I miei occhi hanno scoperto per caso,
tre fiorellini azzurri
che sono una meraviglia
tra l’intenso verde del fogliame.
Assomigliano ai tuoi occhi
ed ogni volta che li guardo
penso a te.
***
Pioppi.
Una polvere dorata
ha ricoperto i miei amici pioppi,
e li ha così colorati d’oro
ma quando cala la palla infuocata
la polvere rilucente scompare
ed i miei amici pioppi
ritornano ad avere il loro colore,
ma per un attimo
sono stati tutti d'oro.
***
Notte d'estate.
Notte d'Estate
sei tu, o salice,
che narri la storia sempre nuova
ed antica che l'aria ti racconta
e che tu trasmetti al ruscello.
I tuoi rami sono le arpe
che suonano per chi sa udire.
***
Una rosa rosa.
Quest’oggi mi sono
incantata davanti a una rosa
rosa, appena aperta,
né più bocciolo né già
sbocciata.
Una brezza la faceva
oscillare senza scomporla.
Un’ape non ha osato
sfiorarla,
era troppo bella
per toccarla.
***
Guardiano.
O tronco secolare
hai ondeggiato
cantando canzoni
e sparso profumi,
rimani l'ultimo baluardo
vigile ed attento
di ciò che ti fu affidato.
***
Fiori d'autunno.
Su un tavolo un mazzo
di fiori;
un piccolo tonfo sordo,
sono caduti dei petali.
Una pioggia colorata;
un altro tonfo, un altro
mucchietto di petali; sembra
che uno spiritello si diverta
a distruggere quei
meravigliosi fiori
posati su un tavolo.
***
Le mie peonie.
Le mie peonie
spettinate ed allegre,
quando il vento le sfiora
mi ricordano
la mia nonna
che tanto le amava.
***
Albero luminoso.
Nella notte il candore dei tuoi fiori
ti fa splendere sotto un raggio
di luna.
Inondi questa oscurità
d’un sottile profumo
che sa di primavera,
di cose dolci,
di sentimenti inespressi.
***
Annuncio di primavera.
Ho visto le vostre corolle
d’un giallo solare,
avevo seguito con trepidazione,
il loro schiudersi
perché so che quando esse si aprono
il sole è tiepido
e la primavera è vicina.
Anche se poi altri fiori
vi seguiranno,
siete i miei preferiti.
***
Fiori celestiali.
Vi ho visti e mi siete piaciuti
perché sembrate tanti
occhietti aperti e meravigliati,
avete un colore assai tenero
di cielo o di mare.
M’è venuta voglia
di possedervi per avere
dei pezzetti i cielo
nella mia casa.
***
Profumo.
Miscuglio di odori,
di fieno tagliato, di pioggia e
di fiori.
Presi ad uno ad uno sono odori,
fusi insieme sono
l’effluvio della primavera.
***
Fiore sciupato.
Eri un boccio bianco,
il vento che infuriava
ha spezzato il tuo
stelo impedendoti così
di fiorire.
Ti ho visto
con la testa reclinata,
un fiore non ancora
nato e già finito
in mezzo ai petali di
altri fiori sciupati,
tu che ancora non eri fiorito.
***
Nel prato.
Il mio prato
è costellato di margheritine
che alla sera
si chiudono
per non vedere
le brillanti e lucenti
stelle,
senza sapere
che a loro tanto somigliano.
***
Bucaneve.
Bianca campanula
hai forato il niveo manto
per annunciarci
la primavera.
***
Iris d'acqua.
Dall’acqua verdognola dei fossi
spuntano le tue foglie,
e poi il ciuffo di steli
che hanno al sommo te,
fiore che hai rubato
il colore al sole e sei
un incanto per gli occhi.
***
Bellezza selvaggia.
Sul tuo stelo eretto,
quasi regale
spuntavi a primavera,
nero e vellutato,
c'era chi ti chiamava
“la scarpetta della Madonna”
chi “l’orchidea nera”.
Per coglierti ci si doveva
arrampicare,
ma ora la tua bellezza
selvaggia
più non si trova.
***
Gli autunnali.
Nel cielo vagamente azzurro
si stagliano gli alberi,
foglie color oro, rosse e poi brune.
Cadono,
sbocciano sulla terra
fiori d'oro, bruni e rossi,
i colori delle foglie.
***
Un volo di foglie.
I raggi del sole
sono luminosi, ma
assai meno caldi e
tiepidi della scorsa estate.
Il cielo è di un azzurro
più tenue con
qualche bianco cirro
che vaga.
L’aria muove le foglie,
ed eccole che volano
come uccelli che migrano.
Le foglie proiettano
danzando a mezz’aria
per poi cadere.
Non migrano, sono lì
a terra, povere cose che
nessuno guarderà.
***
Bacche.
Cerco delle bacche che da bambina
mangiavo ma non le trovo più
come allora.
Troppe cose sono cambiate con gli anni
ed i ricordi sembrano più belli e più buoni.
Anche se trovassi le bacche
non avrebbero più lo stesso gusto:
quello della birichinata, del dispetto fatto
a chi non avrebbe voluto che le cogliessi,
il sapore di ogni cosa proibita.
***
Profumo di primavera.
In un piccolo bicchiere
quattro fiori un po' di
profumo leggero che si
propaga per tutta la casa.
Un raggio di sole entra
dai vetri, la stanza è
diventata un giardino
fiorito, dove la Primavera
ha profuso il
suo profumo.
***
Pesco contorto.
Nell’azzurro cielo
tu spicchi luminoso
e soave,
i tuoi colori pastello,
sembri uscito da un'antica
stampa giapponese
ma fra non molto i fiori
cadranno per lasciare posto
ai frutti
perché tu sei vero.
***
Pruno.
Bianco pruno fiorito,
mi sembri un mazzo
e i tuoi fiori
una neve primaverile
che cade ad ogni folata di vento
o ad una carezza lieve dell’aria.
Vanno a posarsi sulle persone
che non si rendono conto
del prezioso dono
che gli fai.
***
Acacia in fiore.
Il tuo profumo non ho ancora sentito,
i tuoi fiori bianchi non ho ancora veduto,
tu mi stai dinnanzi, in questo mese
eri solita donarmi i tuoi candidi fiori
e il loro dolce profumo:
che ti accade?
Non è forse più maggio per te?
Non avverti la primavera,
stagione in cui tu fiorisci?
***
Primavera.
Sei imbronciata eppure oggi
Dovresti fare felici gli uomini:
è il tuo primo giorno.
Sei venuta non con il sorriso,
ma con le lacrime.
Penso che questa pioggia sia il tuo pianto.
Asciugale presto e scuoti i tuoi biondi capelli:
così verrà il Sole.
Lascia cadere quel pesante mazzo di fiori
che tieni fra le braccia.
I monti e i prati saranno in fiore,
fallo presto,
abbiamo bisogno di te.
***
Le foglie.
Come uccelli spaventati,
le foglie ondeggiano,
si radunano.
Un soffio di vento le allontana.
Sono una danza nell’aria
che dolcemente si posa per terra,
stanca e triste.
***
Sogno.
Profumo di primavera:
viole,
ed ecco i miei pensieri
tornano a vagare.
Ricordo una bambina ed una fanciulla
felici che colgono i fiori,
ne fanno ghirlande,
bevono in bicchieri
fatti di foglie di gelso,
l’acqua più trasparente e cristallina
che sia mai esistita.
Ora dove si troveranno?
Forse sono mai esistite?
***
Primavera in arrivo.
Lungo la croda ancora
coperta dalle foglie secche,
ho scorto qua e là
alcuni fiorellini.
Che sia già qui la
Primavera? Eppure
c'è freddo.
Ho guardato meglio
ma i fiorellini azzurri
sembrano volermi
smentire;
proprio quei fiori
che da bimba
ho sempre sentito chiamare
con questo nome:
“Gli occhi della Madonna”.
***
Alchechengi.
Siete graziosi palloncini,
quasi piccole lanterne
disposte vicino al sottobosco
per illuminare l'aria azzurrognola
d'autunno.
***
Fiore di radicchio.
Lungo la strada ho visto
ciuffi di fiori azzurri,
sono quelli del radicchio,
hanno un bel colore
che mi ricorda
la lucentezza e il brio
che i tuoi occhi hanno.
Quando questi fiori si chiudono
mi fanno tenerezza
perché ancora una volta
mi ricordano i tuoi occhi
dove si legge tanta dolcezza.
***
Finalmente Madonna Primavera è arrivata.
Quanti fiori sono esplosi
in questa stagione,
sembra impossibile
che un po’ d’acqua, un raggio
di Sole e un po’ di tepore,
risveglino e facciano sbocciare i fiori.
Tutti gli alberi si sono coperti di
fiori bianchi, rosati e gialli,
mentre l'erba è punteggiata
d’azzurro e bianco.
Finalmente Madonna Primavera
è arrivata;
sembrava irraggiungibile.
***
I miei fiori.
Al tramontare del sole
la brezza leggera fece
ondeggiare i cespugli con
i loro bei ciuffi rosati.
Le mie peonie in fiore,
le margherite sul loro esile
stelo mi sono parse piccole
stelle cadute per caso
nel prato. E poi il
gran cespuglio colmo di
fiori bianchi dal profumo
di zagara intenso ed
amaro: ecco questi sono
i miei fiori.
***
Mimosa.
Con un ramoscello di fiori
il sole
è entrato nella mia stanza.
I piccoli fiori soffici e lievi
hanno rubato la luminosità
al sole.
Un profumo intenso
esala da questo tralcio fiorito
un profumo amaro, penetrante
pur dolce.
Nel buio della notte,
io sento questo profumo
e con gli occhi della mente
rivedo il ramoscello dorato.
***
Papavero.
Sei un'esplosione di rosso
vivo come il sangue,
rosso come il fuoco,
mentre tu sei un fiore
impalpabile,
fatto di sangue
e di fuoco.
Labile,
un soffio di vento
ti disperde.
***
Campo di grano.
Una distesa d’oro
punteggiata di macchie
rosse ed azzurre.
***
Ibiscus.
In una foresta pluviale
mi sono trovata
e ho ammirato il tuo colore,
la lucentezza delle tue foglie
d'un verde intenso,
e la grazia del tuo fiore
di un rosso acceso.
Il mio è stato solo un sogno,
la foresta pluviale è scomparsa
ma tu sei rimasto.
Sei il mio ibiscus
che è fiorito
nella mia casa
rendendola magicamente
per un attimo
una lontana foresta.
***
Un lume velato.
Lanterna illuminata,
un ramo di salice ti copre,
quasi a sembrare un velo
creando una luce fantastica:
quasi di sogno.
***
Glicine in fiore.
Oh, pianta finalmente sei fiorita
ed io posso vedere i tuoi grappoli
penduli
di quel colore meraviglioso che è
l’azzurro lilla.
E penso quanto sarebbe bello
coronare il capo di una giovane
fanciulla
di grappoli fioriti.
Forse assomiglierebbe un po’
alla Primavera.
***
Fiore.
Il tuo colore lieve
mi ha fatto pensare
a una nuvola
di primavera che nulla
turba nella giornata solatia.
In un giorno di sole
ti ho
portato a casa
perché tu mi dia quella
sensazione di leggerezza
di una primavera
già giunta
in questi giorni grigi.
***
Il pesco.
Leggero come una piuma,
bello come un sogno di fanciulla,
allegro come bimbi felici,
lieve come un velo.
***
Pon pon rosa.
Eri un pon pon rosa,
ora sei diventato
una cascata di petali
mentre un altro pon pon
sboccerà.
***
Lievità di un sogno.
Hai rubato alle stelle
la loro forma, l'alba
ti ha donato il colore roseo
che le è tipico,
hai la leggerezza di un cirro,
la lievità di un sogno.
Tutto questo racchiudi in te,
meraviglioso fiore.
***
Bianche betulle.
Bianche betulle,
come bionde fanciulle
di verde vestite,
ad ogni alito di vento
voi ondeggiate
e col vostro fruscio
narrate fiabe
sempre nuove.
***
Rugiada.
Fiore colto tu sei,
come velluto dentro i tuoi petali,
gocce di rugiada stanno
come le gioie in uno scrigno aperto.
***
Profumo di zagara.
I fiori sono sbocciati,
c'è profumo di zagara
nell’aria,
è un'aria leggera
che mi accarezza il viso.
La natura sembra rinascere
dopo il lungo inverno.
Tutto ritorna ad una
nuova vita.
Vorrei poterlo dire anche di me.
***
Salice.
I tuoi rami frondosi
toccano l’acqua accarezzandola
con movimento leggero,
sono sospinti da una lieve
brezza.
Sembrano arpe
suonate da mani
invisibili e misteriose.
***
Roseo fiore.
Roseo fiore,
ogni giorno sbocci
e ogni sera ti chiudi,
mi sembri fatto
di materia impalpabile,
in certi momenti mi sembri
di madreperla.
Ogni giorno mi regali
un motivo per gioire
e per dire che la vita
vale
la pena di essere
vissuta.
***
Rosa d'autunno.
Rosa d'autunno
sei sbocciata,
mostri la tua bellezza
e sei già sfiorita.
È bastato un po’ di freddo
e ti sei accartocciata su te stessa,
sfiorendo.
Grazie di essere
esistita.
***
Un profumo.
Le acacie si stanno disfando
sotto la pioggia battente.
Non ho neppure potuto
sentire il loro profumo,
un profumo che io
ricollego
alla nostra amicizia,
al nostro stare insieme
in serate di primavera.
***
I mughetti.
Ho sentito un soave
profumo.
Mi sono chiesta da dove provenisse.
Erano i mughetti,
sui loro esili steli
sono appese tante piccole campanelle
bianco verdi.
Sono le piccole campanule
che emanano un profumo
di Primavera.
***
Un fiore.
È giunto maggio,
col suo splendore,
trepidante attendo che accada
un evento
che di Primavera ha il profumo.
È lo sbocciare
del fiore che più mi piace,
che mi fa dire
sono felice.
***
Il mio albero.
Il mio albero
sta mettendo le foglie
sente già la stagione.
Eppure la Primavera
è ancora lontana
come sei lontano tu
da me.
Forse anche il tuo
albero sta mettendo
le foglie
forse anche lui sente
odor di primavera.
E tu, guardandolo,
non pensi alla lontana amica?