IL ROSMARINO

Rosmarinus officinalis: questo è il nome botanico del rosmarino che deriva dal latino e significa rugiada del mare. Come gran parte delle piante aromatiche, appartiene alla famiglia delle Labiate. È un arbusto spontaneo sempreverde che può raggiungere anche i due metri di altezza. Familiare nel panorama della macchia mediterranea, dove fiorisce quasi tutto l'anno, in Italia e coltivato e cresce dappertutto, anche se preferisce i luoghi sabbiosi e soleggiati. Della pianta, che emana un penetrante odore, si usano le foglie e le sommità fiorite che vanno raccolte in marzo-aprile e in settembre-ottobre. È però possibile averlo tutto l'anno senza doverlo essiccare.

PER LA SALUTE

I pregi terapeutici del rosmarino sono infiniti: stimolante e antispasmodico, esercita un'azione efficace sulla secrezione biliare e agisce positivamente negli stati di debilitazione che accompagnano l'influenza. Le foglie cotte nel vino si impiegano utilmente sulle slogature, sulle contusioni, nel torcicollo. I bagni addizionati con un decotto concentrato di rosmarino fanno bene contro la stanchezza e sono consigliabili anche ai bambini gracili. Usato per gargarismi, il rosmarino mitiga il mal di gola. È opinione dei vecchi autori poi che le foglie e le sommità macerate in acqua fortifichino la vista e la memoria: da qui un altro nome popolare di questa pianta, erba della memoria .

Vino aromatico

Che cosa occorre - Un litro di ottimo vino rosso, gr. 35 di foglie di rosmarino, gr. 15 di foglie di salvia, gr. 15 di miele.

Come si prepara - Versate il vino in un vaso da conserve insieme agli altri ingredienti. Scaldatelo a bagnomaria per 20 minuti, poi lasciate riposare II liquido finché sarà completamente raffreddato. Filtratelo e trasferitelo in una bottiglia.

Come si utilizza - Prendete un bicchierino di vino prima dei pasti: vi servirà per combattere l'esaurimento fisico e intellettuale.

IN CUCINA

II rosmarino è una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina per gli arrosti, le grigliate, per il pesce e i crostacei. In alcune regioni compare anche nella zuppa e nell'impasto di certi pani.

Panini al rosmarino

Che cosa occorre - Gr. 500 di pasta di pane già lievitata (si compera dal fornaio), olio d'oliva, un po' di farina, un ramo di rosmarino, un cucchiaino di uvette.

Come si prepara - Mettete la pasta sul piano di lavoro con una fossetta nel centro nella quale porrete l'olio filtrato dopo averlo scaldato per alcuni minuti, su fuoco bassissimo, insieme alle foglie del rosmarino. Lavorate la pasta una prima volta e lasciatela riposare un'ora. Lavoratela una seconda volta insieme all'uvetta rinvenuta. Poi fatene dei panini rotondi usando le mani unte d'olio. Incideteli a croce, disponeteli sulla piastra del forno e cuocete a 200°.

PER LA BELLEZZA

L'uso cosmetico del rosmarino è rivolto in particolare alla cura dei capelli, al miglioramento della grana della pelle del viso e all'eliminazione delle borse sotto gli occhi. Anche a livello industriale entra nella composizione di parecchie creme, lozioni, acque di colonia.

Maschera al rosmarino

Che cosa occorre - Un cucchiaio di foglie di rosmarino, mezza tazza d'acqua, un cucchiaio colmo di farina di granturco (la più fine), 2 cucchiai di yogurt.

Come si prepara - Fate bollire per cinque minuti il rosmarino nell'acqua; filtrate, poi stemperate nel liquido un cucchiaio colmo di farina gialla. Mescolate bene e aggiungete lo yogurt. Mescolate ancora fino ad ottenere la consistenza di una crema.

Come si utilizza - Stendete la crema sul viso e sul collo e lasciatela per un quarto d'ora. Poi sciacquatevi con acqua appena tiepida. Questa maschera calmante e rinfrescante va bene per pelli normali.

 

LA LAVANDA

Lavandula spica e il nome scientifico della lavanda che deriva dall'usanza dei latini di aggiungerne i fiorellini nell'acqua del bagno e del bucato. Pur essendo ormai largamente coltivata in varie regioni europee, la lavanda o spigonardo (che appartiene alla famiglia delle Labiate) preferisce i terreni assolati e asciutti delle regioni mediterranee. Anzi, la si può quasi considerare la sola coltura redditizia delle regioni aride, nelle quali fornisce la sua essenza migliore. I piccoli fiori di un caratteristico colore blu-violaceo, da cui si estrae l'olio volatile profumato, fioriscono dalla primavera all'autunno. Per utilizzarli bisogna farli essiccare all'aria aperta.

PER LA SALUTE:

Con il suo aroma forte e stimolante, la lavanda è stata riconosciuta già nell'antichità come pianta dalle virtù terapeutiche. La si usa particolarmente per frizioni destinate a guarire le affezioni cutanee e per scacciare i pidocchi dalla testa e i parassiti negli armadi. Sembra inoltre che i cacciatori, convinti della sua proprietà di contrastare gli effetti dei veleni, usassero strofinare con i fiori freschi i cani morsi dalle vipere. Oggi la si raccomanda come antispasmodico, calmante ed antisettico, nonchè come febbrifugo, stimolante ed antireumatico.

Olio di lavanda

Che cosa occorre - Una manciata di fiori di lavanda, un litro d'olio d'oliva.

Come si prepara - Fate macerare per tre giorni i fiori nell'olio, tenendo il recipiente esposto al sole. Passato questo tempo filtrate e sostituite i fiori macerati con altrettanti freschi. Ripetete l'operazione finchè l'olio risulterà profumato.

Come si utilizza - Usate questo olio per far riassorbire il gonfiore da traumi, contro i dolori articolari, nei casi di eczema secco.

Contro gli insetti - Contro le punture di 'insetti applicate sulla parte colpita delle foglie fresche triturate.

Contro l'emicrania - Un sacchetto di lavanda posto sotto il guanciale dicono che scaccia l'emicrania e concilia un sonno ristoratore.

In cucina : È difficile immaginare che anche la lavanda possa trovare il suo posto tra le piante utilizzabili in gastronomia, in effetti il suo uso è assai limitato. L'aroma di questo fiore delicato è stato pero accostato felicemente a quello del vino rosso, ottenendo un prodotto assai gradevole al palato e nello stesso tempo stimolante.

Vino alla lavanda

Che cosa occorre - Da gr. 15 a gr.30 di fiori di lavanda, un litro di buon vino rosso.

Come si prepara - Fate macerare la lavanda nel vino durante 15 giorni. Filtrate e travasate in una bottiglia dal tappo scuro.

PER LA BELLEZZA

Un sonno tranquillo, è risaputo, è la prima tra le cure di bellezza, e si è visto come un infuso di lavanda possa senz'altro contribuire a calmare gli stati ansiosi. Ma quello che non tutti sanno, è che un effetto analogo può essere ottenuto aspirando l'aroma dei piccoli fiori blu-violacei racchiusi in un sacchettino legato al collo. Esistono poi anche dei bagni fortificanti e rilassanti, che fanno sentire del loro benefico effetto anche sui tratti del volto e sulla pelle, come esistono delle acque da toeletta da versare nell'acqua del bagno, in grado di diminuire il gonfiore ai piedi ed alle gambe maltrattate da una giornata di lavoro. In casa, basterà versare un pugno di fiori di lavanda in acqua tiepida per ottenere lo stesso effetto. Ma vediamo ora la ricetta per un'ottima acqua da toeletta, che pare fosse in uso già presso i Romani.

Acqua alla lavanda

Che cosa occorre - Per un litro di alcool rettificato: gr. 100 di sommità fiorite di lavanda.

Come si prepara - Lasciate macerare i fiori nell'alcool per 15 giorni, poi filtrate o travasate in flaconi dal tappo ermetico.

 

LA CICORIA

la cicoria II suo nome scientifico è Cichorium intybus, appartiene alla famiglia delle Composite che comprende una sottofamiglia detta delle Liguliflore, un tempo chiamata delle Cicoriacee. Si trova allo stato selvatico in tutta Italia, nelle località erbose e incolte, lungo le strade, a livello del mare, in collina, in montagna. In alcune regioni e conosciuta come "la bruttona" anche se in realtà ha fiori azzurri molto belli, a stella. È un'erbacea perenne con la radice a fuso, il fusto eretto, vuoto e ramoso, le foglie frastagliate raccolte, allo stadio iniziale, a rosetta. Della cicoria si raccolgono le foglie da maggio ad agosto e le radici in settembre-ottobre.

PER LA SALUTE

Già nominata 4000 anni prima di Cristo nel papiro egizio di Ebers, la cicoria è sempre stata concordemente apprezzata per le sue virtù curative. Dioscuride la raccomandava per fortificare lo stomaco, Plinio le attribuiva proprietà rinfrescanti, Galeno la chiamava amica del fegato. Oggi viene considerata un tonico generale, un ricostituente, nervoso, un coadiuvante nelle cure del reumatismo e delle dermatosi, un efficace lassativo e un buon febbrifugo.

Sciroppo di cicoria

Che cosa occorre - Foglie e radici fresche di cicoria sufficienti per ottenere circa, mezzo litro di succo, gr. 500 di zucchero.

Come si prepara - Mettete foglie e radici nel frullatore o nella centrifuga e ricavatene il succo. Ottenuta la quantità necessaria, aggiungete lo zucchero, poi mettete il composto su fuoco dolce e fatelo ridurre, senza portarlo a ebollizione, finchè otterrete la consistenza di uno sciroppo.

Come si utilizza - Due cucchiaini da caffè ogni mattina sono un blando lassativo e un ottimo depurativo raccomandabile per i bambini.

IN CUCINA

Le foglie della cicoria, ricche di vitamine e di sali minerali, sono ottime cotte, in insalata e nelle minestre. Le foglie giovani però si possono gustare anche crude, naturalmente in insalata. Le radici, torrefatte e macinate, sono usate come surrogato e come complemento del caffè.

Crema di cicoria

Che cosa occorre - Gr. 150 di foglie di cicoria, anche non giovani, 2 palate, 2 carote, mezzo sedano, una cipolla, un pizzico di foglie di rosmarino, gr. 50 di burro o di margarina, un pizzico di sale, formaggio grattugiato, crostini di pane per accompagnare.

Come si prepara - Cuocete tutte le verdure per almeno una mezz'ora in un litro di acqua salata. Passatela poi al mulinetto insieme alla loro acqua. Mettete di nuovo il passato sul fuoco e aggiungete il burro (o la margarina). Quando il condimento si sarà sciolto, mescolate e versate la crema caldissima sui crostini. Alla fine completate con il formaggio grattugiato.

PER LA BELLEZZA

La cicoria non ha un'utilizzazione precisa per la bellezza. Essendo però un buon depuratore, può servire indirettamente per migliorare la pelle e per fare una cura purificante.

Tisana alla cicoria

Che cosa occorre - Per ogni litro di acqua: da gr. 8 a gr. 15 di foglie secche di cicoria oppure le foglie fresche di 3-4 piantine o ancora da, gr. 15 a gr. 40 di radici secche e non torrefatte.

Come si prepara - Bollite la cicoria fino a ottenere un liquido molto ristretto. Lasciatelo raffreddare e mettetelo in bottiglia.

Come si utilizza - Bevete la tisana per tre volte in una giornata per almeno quindici giorni. Serve per purificare la pelle ed è utile anche come coadiuvante nella cura della cellulite.

 

LA FELCE DOLCE

Polypodium vulgare e il nome botanico della felce dolce o liquirizia selvatica, che appartiene alla famiglia delle Polipodiacee. Si tratta di un nome di origine greca che significa "molti piedi" alludendo ai resti delle vecchie foglie che rimangono attaccati ai rizoma della pianta dopo la loro caduta. In Italia la felce dolce si trova specialmente sulle alture, sui ceppi delle querce, sulle rocce, sui vecchi muri. È un'erba perenne dal lungo rizoma sotterraneo coperto di scaglie brunastre, da cui si innalzano le foglie triangolari, divise in segmenti, di un verde brillante. La parte della felce che si utilizza e il rizoma, che si raccoglie da marzo ad aprile e da agosto a tutto ottobre.

PER LA SALUTE

La felce ha numerose proprietà medicamentose. Oltre a essere un ottimo emoliente, è anche considerata un vermifugo e un blando lassativo, indicato soprattutto per i bambini. I contadini la utilizzavano con successo contro i raffreddori, le raucedini, la tosse, il catarro cronico e in generale in tutte le affezioni delle vie respiratorie. Un'efficace azione diuretica e depurativa viene esercitata dalla polvere di felce dolce, ottenuta pestando in un mortaio la radice essiccata (2-3 grammi al giorno da prendere durante i pasti in un'ostia).

Decotto di felce

Che cosa occorre - Gr. 20 di radici di felce dolce, mezzo litro d'acqua, gr. 10 di radici di liquirizia, gr. 5 di angelica.

Come si prepara - Lasciate bollire un quarto d'ora le radici nell'acqua, poi profumate il decotto con le radici di liquirizia e l'angelica e lasciate macerare il tutto per 10 ore, poi filtrate e dolcificate con miele.

Come si utilizza - Bevete il decotto durante tutta la giornata, incominciando dalla mattina a digiuno: sarà utilissimo nei casi di stitichezza ribelle. A dosi minori gr. 20 di radici in un litro d'acqua bollite un quarto d'ora e non macerate si può usare come blando purgante per i bambini.

Infuso di felce dolce

Che cosa occorre - Per un l'itro d'acqua: gr. 20 'di radici di felce dolce, gr. 10 di radici di liquirizia, gr. 2 di fiori di assenzio essiccati, 2 foglie fresche di salvia.

Come si prepara - Fate bollire tutti gli ingredienti nell'acqua per 20 minuti, poi filtrate.

Come si utilizza - Bevete una tazza di infuso lontana dai pasti principali: sarà efficace nei casi di insufficienza epatica e particolarmente nella cura dell'itterizia.

PER LA BELLEZZA

La felce dolce non ha uno specifico impiego in fitocosmetica, pero grazie alle sue proprietà diuretiche, giova indirettamente anche alla bellezza dimostrandosi un valido aiuto nelle cure dimagranti.

Polvere diuretica

Che cosa occorre - Radici pestate di felce dolce, ostie.

Come si prepara - Quando le radici sono perfettamente essiccate, polverizzatele in un mortaio e conservate la polvere in un vaso di vetro.

Come si utilizza - Versate 3 grammi di polvere in un'ostia, chiudetela ed inghiottitela aiutandovi con un bicchiere d'acqua. Questa dose serve per una giornata. Approvata dal medico, e un ottimo coadiuvante nelle cure dimagranti.

 

LA MAGGIORANA

La Majorana hortensis, della famiglia delle Labiate, chiamata comunemente anche amaraco è spesso confusa con 1'origano, è una pianta originaria dell'Oriente e non vive da noi allo stato selvatico. Da tempo pero è entrata a far parte delle piante che si coltivano negli orti e sui davanzali. II suo aroma è spiccatamente canforato, simile a quello del timo, che spesso sostituisce o con cui viene mescolata. Nei paesi caldi e perenne, qui da noi conviene preservarla dai freddi a cui e sensibile. Richiede terreno sabbioso e molto sole. Fiorisce da settembre ad ottobre. Le sommità fiorite possono essere usate surgelate o fresche, oppure essiccate all'ombra.

PER LA SALUTE

Già conosciuta nell'antico Egitto dove i sacerdoti utilizzavano le sue proprietà medicamentose nella cura delle emicranie e per calmare il nervosismo, la maggiorana viene tuttora utilizzata per combattere le crisi epilettiche, le vertigini ed i tremori. Un uso costante della polvere ottenuta macinando in un macinino da pepe le sue sommità fiorite viene raccomandato alle persone ansiose ed ai sofferenti d'insonnia.

Infuso di maggiorana

Che cosa occorre -Gr. 5 di sommità fiorite di maggiorana e pari quantità di foglie di timo e di menta in miscuglio, mezzo litro d'acqua.

Come si prepare - Portate l'acqua ad ebollizione e versatevi le erbe. Lasciate intiepidire, poi filtrate.

Come si utilizza - Una tazzina dopo ogni pasto è utile nei casi di dilatazione di stomaco.

Fumenti di maggiorana

Che cosa occorre - Gr. 10 di sommità fiorite, un litro d'acqua.

Come si prepare - Portate ad ebollizione l'acqua e subito versateci i fiori di maggiorana, poi filtrate.

Come si utilizza - Aspirate il vapore profondamente, più volte al giorno: è utile nei raffreddori..

IN CUCINA

La maggiorana è una delle piante più importanti per la cucina occidentale, dove per il suo spiccato odore canforato, più forte e più dolce di quello del timo, trova un impiego illimitato. Essa rende assai più fragranti certe vivande e può essere sminuzzata per profumare le insalate come per aromatizzare l'aceto. La si usa spesso al posto dell'origano sulle pizze, sulle quali può anche essere adoperata cruda. Si raccomanda anzi di non porla mai sui cibi che stanno cuocendo, perché essendo il suo profumo estremamente volatile, rischierebbe di disperdersi. Deliziosa tagliata fine e mescolata a succo di limone e servita con acciughe. Durante il Rinascimento le donne confezionavano marmellate con i fiori di maggiorana.

Minestra alla maggiorana

Che cosa occorre - 2 litri di brodo, 4 uova, 4 cucchiai di grana grattugiato, un cucchiaio di foglie di maggiorana essiccate e polverizzate.

Come si prepara - Sbattete le uova insieme al formaggio. Aggiungete la maggiorana, sbattete ancora, poi diluite con qualche cucchiaio di brodo. Versate il composto nel brodo, portate ad ebollizione, lasciate bollire 5-6 minuti, poi servite subito.

PER LA BELLEZZA

Vere e proprie ricette di bellezza che contengano la maggiorana come componente principale, non ne esistono. Le sue ben note proprietà eupeptico-digestive ed antispasmodiche, unite alla capacità di cornbattere l'insonnia concedendo un sonno rilassato, fanno si però che l'uso della maggiorana, contribuendo a migliorare lo stato di salute generale, può servire a sostenere il tono muscolare e a conservare alla pelle la sua luminosità.

Tonico alla maggiorana

Che cosa occorre - Un cucchiaio di foglie di maggiorana, una tazza di te.

Come si prepara - Versate sulle foglie l'acqua appena giunta a ebollizione, poi filtrate.

Come si utilizza- Bevete una tazza di tonico due volte al giorno; servirà a calmare i nervi, a vincere l'angoscia e quindi a dare un aspetto disteso e sereno.

 

IL FINOCCHIO

II suo nome botanico e Foeniculum officinale o Foeniculum vulgare, che deriva dal latino e significa "piccolo fieno". E una bella erbacea dal portamento elegante (appartiene alla famiglia delle Ombrellifere), molto diffusa nella regione mediterranea e in Europa. Preferisce le località aride e secche, bene esposte al sole. Allo stato selvatico ha un aroma leggermente amaro; se coltivata (si chiama "finocchio dolce" o "romano") emana un forte profumo d'anice. Tutte le parti del finocchio sono usate in medicina, i fiori (da raccogliere tra luglio e agosto), i semi (pronti da agosto a tutto l'autunno) e le radici (da prendere in ottobre-novembre).

PER LA SALUTE

II finocchio era già usato dagli Assiro Babilonesi per calmare il mal di stomaco. Greci e Romani lo consumavano in grande quantità. Oggi la radice viene apprezzata soprattutto per le sue qualità diuretiche e raccornandata per vincere il gonfiore alle caviglie, alle gambe, alle palpebre. I semi sono un eccellente stimolante dell'apparato digerente.

Infuso diuretico

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua: da gr. 30 a 50 di radice di finocchio, un po' di miele.

Come si prepara - Portate ad ebollizione l'acqua e versateci la radice. Spegnete il fuoco, lasciate riposare l'infuso, poi addolcitelo con un po' di miele.

Come si utilizza - Bevete questo infuso durante tutto l'arco di una giornata. Eliminando i depositi liquidi, elimina di conseguenza i gonfiori antiestetici e gli appesantimenti dovuti a ritenzioni d'acqua.

IN CUCINA

II finocchio è molto usato in cucina. In Provenza le grigliate di pesce sono cotte su un letto di fronde di finocchio. In Sicilia e uno degli ingredienti base della pasta con le sarde. I piccoli semi, aromatici, sono adoperati nella preparazione di biscotti e panini nell'impasto della finocchiona.

Pastasciutta con le sarde

Che cosa occorre - Gr. 500 di maccheroni, alcuni gambi di finocchio, una cipolla, olio d'oliva, gr.300 di sarde fresche, 2 acciughe sotto sale, zafferano, una grossa manciata tra pinoli ed uva passa, formaggio grattugiato, sale.

Come si prepara - Scottate i gambi di finocchio nell'acqua leggermente salata, scolateli bene e tritateli. Tritate la cipolla e soffriggetela nell'olio. Quando incomincerà a dorare aggiungete le sarde lavate, svuotate e spinate. Quando incominceranno a cuocere schiacciatele con un mestolo di legno. Aggiungete le acciughe dissalate e diliscate, fatele sciogliere, poi verso la fine della cottura aggiungete un pizzico di zafferano, i pinoli, l'uvetta rinvenuta e il finocchio. Disponete in una pirofila un primo strato di maccheroni che avrete lessato al dente e copriteli con uno strato salsa di sarde e con uno di formaggio grattugiato. Alternate così gli strati terminando con il formaggio grattugiato. Infornate a calore medio per 20 minuti.

PER LA BELLEZZA

In fitocosmetica l'uso del finocchio è indicato soprattutto per gli occhi, per alcune maschere di bellezza e come tisana depurativa.

Maschera al finocchio

Che cosa occorre - Una manciata di semi di finocchio, acqua calda, un cucchiaio di farina d'orzo, un albume.

Come si prepare - Pestate i semi nel mortaio fino a polverizzarli. impastateli con un pò d'acqua calda e lasciateli riposare per un'ora. Passato questo tempo aggiungete la farina d'orzo e l'albume sbattuto, quindi amalgamate tutto bene.

Come si utilizza - Applicate uno strato uniforme di questa crema sul viso e sul collo e lasciatelo un quarto d'ora durante il quale rimarrete a viso rilassato. Togliete la maschera con delicatezza e detergete il viso. Se sentite che la pelle tira fate un breve massaggio con un pò di crema nutriente. Questa maschera e indicata per liberare la pelle dalle impurità, dai depositi grassi nei pori e dalle macchie.

 

IL TARASSACO

Taraxacum officinale: questo e il nome botanico del tarassaco che deriva forse dal termine greco "taraxis", "disturbo agli occhi". Appartiene alla famiglia delle Composite e se ne conoscono diverse varietà. E senza dubbio la pianta selvatica più popolare e lo testimonia anche il grande numero di nomi che le sono stati attribuiti: dente di leone, insalata matta, soffione, cicoria matta, insalatina di prato. Cresce ovunque, nelle crepe dei selciati cittadini come nei prati, tra i sassi come ai bordi delle strade. Molto resistente, fiorisce tutto l'anno. Le foglie, commestibili, si raccolgono preferibilmente in primavera, le radici, anch'esse "utili", in agosto-settembre.

PER LA SALUTE

Pare certo che in tempi lontani il succo di tarassaco era considerato il rimedio specifico per i disturbi degli occhi. Una celebrità medica del 1600 consigliava la radice di tarassaco come amuleto per chi vedeva macchie e nubi davanti agli occhi; un famoso chirurgo, sempre del 600, aggiungeva al succo di tarassaco occhi di gambero, per curare i disturbi alla vista. oggi si riconoscono a questa pianta proprietà diuretiche, depurative, lassative e rinfrescanti.

Decotto di tarassaco

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua, gr. 80 di radici fresche di tarassaco.

Come si prepara - Fate bollire le radici per cinque minuti.

Come si utilizza - Bevete ogni giorno due tazze di questo decotto. Sarà un'efficace pulizia per il fegato e potrà aiutarvi anche nel caso di calcoli.

IN CUCINA

II tarassaco è tra le più popolari insalate selvatiche. Consigliabile mangiarlo in primavera, preferibilmente crudo, ma è ottimo anche cotto e ridotto in purè oppure salato al burro o condito con olio e limone. Anche i boccioli molto acerbi dei fiori sono commestibili e possono essere messi in aceto come i capperi. La radice torrefatta e macinata dà una bevanda succedanea del caffè, molto simile alla cicoria.

Insalata praticello

Che cosa occorre - Gr. 100 di foglie giovani di tarassaco, gr. 50 di foglie giovani di malva, gr. 50 di crescione, gr. 30 di acetosa, gr. 30 di borragine, una manciata di foglie giovani di margherita, qualche fiore di malva, qualche petalo di margheritina, olio, limone, sale.

Come si prepara - Lavate con cura le erbe, sgrondatele e tagliatele finemente. Disponetele nell'insalatiera, conditele con una citronnette (olio, limone, sale) e mescolatele. Guarnite l''insalata con i fiori e i petali, accompagnandola, se volete, con crostoni di pane abbrustolito, strofinato d'aglio e cosparso di dadetti di lardo fritto.

PER LA BELLEZZA

L'uso costante del tarassaco migliora sensibilmente il colorito e la freschezza dell'alito. Inoltre il suo succo applicato sulle macchie rosse del viso le fa scomparire rapidamente. Una curiosità: le belle dame del Rinascimento usavano una mistura di succo di tarassaco e di panna di latte per frizionare delicatamente il viso, cancellarne le impurità e rendere più luminoso l'incarnato.

Cura della "bella cera"

Che cosa occorre - Foglie di tarassaco freschissime.

Come si prepara - Con molta pazienza e con una di quelle macchinette che si trovano attualmente in commercio (o con la centrifuga) spremete dall'erba tanto succo quanto basta per riempire un piccolo bicchiere.

Come si utilizza - Bevete il succo al mattino per 15 giorni: rinnovera letteralmente il colorito del vostro viso.

 

LA BARDANA

II nome botanico della bardana, pianta appartenente alla famiglia delle Composite, è Arctium lappa. Arctium sarebbe da collegare con un vocabolo greco che significa orso: la bardana, perciò, sarebbe "pianta villosa come un orso" oppure "pianta tenace come un orso". Questa ultima definizione fa riferimento ai caratteristici fiori porporini simili ai cardi che lanciati contro i vestiti si attaccano tenacemente per mezzo dei loro aculei uncinati. La bardana si trova un po' dappertutto: cresce a qualsiasi altitudine preferendo i terreni incolti. Fiorisce destate e la si può raccogliere da luglio a settembre del primo anno di vita o ancor meglio nella primavera del secondo.

PER LA SALUTE

La bardana è una delle piante di più antico uso nella medicina popolare: nel XV secolo se ne servì addirittura un re, Enrico III, per curare una sua fastidiosa malattia della pelle, ma la bardana viene considerata un toccasana anche contro i reumatismi e per alleviare i dolori della gotta (basta applicare le foglie macerate sulla parte dolente per una notte).

Decotto concentrato

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua: gr. 200 di radici fresche di bardana.

Come si prepara - Tagliate le radici a rondelle e fatele bollire 15-20 minuti nell'acqua. Filtrate e lasciate intiepidire.

Come si utilizza - Usate questo preparato per lavare la pelle colpita da qualsiasi tipo di eruzione cutanea, specialmente di origine acneica.

IN CUCINA

L'uso culinario della bardana è assai limitato. I giapponesi ne mangiano le radici bollite in acqua salata. Da noi si cucinano le radici molto grosse e poi si condiscono come la scorzonera. I germogli giovani si mangiano cotti o in insalata.

Bardana in salsa verde

Che cosa occorre - Un buon fascio di fusti di bardana con le loro foglie, sale, salsa verde.

Come si prepara - Mondate i fusti di bardana togliendo a ciascuno, con cura, la scorza. Mettete da parte le foglie più belle e liberate delle costole dure. Lessate tutto in abbondante acqua salata, lasciate intiepidire e poi servite accompagnando con una normale salsa verde.

PER LA BELLEZZA

II decotto concentrato di foglie di bardana è ottimo per la pulizia della pelle, soprattutto in caso di foruncolosi e di acne. La radice, invece, gode fama di guarire la calvizie e di impedire la caduta dei capelli. Una lozione ottenuta con la macerazione delle radici oppure un decotto sempre di radici da applicare dopo lo shampoo servono a rinforzare i capelli e renderli morbidi come seta.

Lozione di bardana

Che cosa occorre - Gr. 100 di radici di bardana, mezzo litro di rum.

Come si prepara - Fate macerare nel rum le radici di bardana tagliate a pezzi.

Come si utilizza - Dopo venti giorni incominciate ad usare questa lozione per un massaggio energico nei casi di caduta dei capelli e di incipiente calvizie.

 

LA BORSA DEL PASTORE

II suo nome botanico è Capsella bursa pastoris che deriva dalla forma appiattita e incavata dei suoi frutti triangolari, simili a quelle saccocce che utilizzano ancora i pastori in certe regioni. In Francia è nota con il nome di "borsa di cappuccino" o "borsa di giuda", in Inghilterra con quello di "cuore di madre". Appartiene alla famiglia delle Crocifere, la stessa del cavolo, del ravanello, del crescione e anche dei garofani. In Italia, dove cresce lungo le strade, nei campi e nei prati, è talmente comune da essere considerata un'erba infestante delle colture. Si trova tutto l'anno e se ne utilizza la pianta intera, senza la radice.

PER LA SALUTE

Le proprietà terapeutiche della borsa del pastore sono note fin dall'antichità. Dioscoride la consigliava come emostatico, per arrestare le perdite di sangue dalle gengive e della bocca. Anche oggi le sono riconosciute queste (e altre) virtù e viene utilizzata in decotto per lavare le ferite o come tintura per regolarizzare 1'intestino. L'infuso o iI vino preparato con questa erba è ottimo per chi non ha un ciclo mensile regolare.

Vino del pastore

Che cosa occorre - Gr. 200 di borsa del pastore fresca, un litro di buon vino.

Come si prepara - Fate macerare l'erba nel vino per 8 giorni. Passato questo tempo filtrate e trasferite il liquido in una bottiglia che abbia un tappo a chiusura ermetica.

Come si utilizza - Un bicchierino preso 2-3 volte al giorno combatte la dissenteria specialmente se causata da influenza gastrica.

IN CUCINA

Come tutte le piante che appartengono alla famiglia delle Crocifere, la borsa del pastore può essere usata come condimento. Le giovani rosette di foglie che hanno un delicato sapore di senape si raccolgono durante i primi mesi dell'anno. Naturalmente quando la pianta non è più fresca, il profumo tende a indebolirsi, ma basta bagnarla con un pò di aceto e lasciarla riposare per qualche ora perchè riacquisti tutto il suo aroma. Le foglie tenere dalle piantine giovani sono ottime anche per preparare saporite minestre paesane.

Insalata del pastore

Che cosa occorre - Gr. 100 di crescione dei ruscelli, gr. 100 di giovani rosette di borsa del pastore, gr.50 di radicchio di campo, gr. 50 di tarassaco, un cucchiaio e mezzo di basilico, olio d'oliva, aceto e sale.

Come si prepara - Mondate accuratamente tutte le erbe e lavatele in più acque. Mondate e tritate grossolanamente il basilico. In una ciotolina, mescolate l'aceto e il sale, poi aggiungete l'olio. Condite l'insalata ben sgrondata e per ultimo spargete qua e la il basilico.

PER LA BELLEZZA

La borsa del pastore non ha specifiche applicazioni nella cosmesi, ma le sue proprietà terapeutiche possono rivelarsi utili anche per la bellezza. Regolarizzando ad esempio il ciclo mensile ed eliminando i malesseri che possono accompagnarlo, la borsa del pastore giova anche indirettamente alla carnagione e migliora l'aspetto generale.

Infuso di borsa del pastore

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua: gr. 50 di borsa del pastore e gr. 25 di artemisia.

Come si prepara - Portate ad ebollizione l'acqua ed appena accenna a bollire versatela sulle erbe. Lasciate riposare per un quarto d'ora, quindi filtrate e dolcificate con zucchero o miele o fruttosio.

Come si uti'lizza - Prendete due tazze di infuso al giorno per tutta la durata del ciclo mestruale. Servirà per eliminare il pallore di solito conseguenza di questo periodo.

 

LA CALENDOLA

II nome botanico, Calendola officinalis, deriva dal latino "calenda", il primo giorno del mese, e starebbe a indicare la particolarità di questa pianta di fiorire tutti i mesi e tutto l'anno. La calendola appartiene alla famiglia delle Composite e ha molti nomi pittoreschi: fiorrancio, dispiacere dei giardini, fiore dell'anello. È un'erbacea perenne che prospera un po' dovunque, dal mare ai monti, nei prati, nei campi e lungo le coste. Allo stato naturale e considerate, malgrado il suo aspetto piacevole, un'erba infestante (viene però coltivata negli orti e nei giardini). Della calendola si usano i fiori freschi e tutte le parti aeree. Se fatta essiccare perde le sue qualità.

PER LA SALUTE

La calendola è originaria dell'Egitto ed è stata sempre popolarissima nel Medioevo quando veniva indicata come fiore solare, e ai tempi di Shakespeare, quando veniva coltivata in tutti i giardini per usi medicinali. Oggi è considerata efficace come sedativo, sudorifero, cicatrizzante. Si usa con successo nella cura delle influenza, delle bronchiti e delle polmoniti. La medicina popolare la destina di preferenza a risolvere vari disturbi del ciclo femminile.

Tintura di calendola

Che cosa occorre - Abbondanti petali di calendola appena sbocciata, alcool a 40° pari a cinque volte il peso dei petali.

Come si prepara - Pestate nel mortaio i petali, versate sopra l'alcool e lasciate a macerare per 10 giorni. Filtrate e trasferite il liquido in flaconcini muniti di contagocce.

Come si utilizza - 10 gocce ogni giorno, per tutta la settimana che precede l'epoca delle mestruazioni, serviranno a riequilibrare il ciclo e a calmare gli eventuali malesseri che lo accompagnano.

IN CUCINA

I petali della calendola, aromatici e leggermente amari, si utilizzano nelle zuppe di pesce, in alcune zuppe di carne e, come coloranti , nei formaggi, nel burro e nei dolci. Le foglie giovani si possono usare con molta moderazione nel la insalata, ma risultano qualche volta un po' ruvide e di gusto un po' troppo amaro.

Antipasto alla calendola

Che cosa occorre - Gr. 100 di boccioli integri di calendola messi sottaceto, gr. 100 di sottaceti misti, gr. 100 di filetti di acciughe, un ciuffo di prezzemolo e uno di basilico, un limone, olio d'oliva.

Come si prepara - Disponete su una piccola raviera i filetti d'acciuga e sopra di essi, successivamente, i sottaceti tritati, i boccioli sottaceto, il basilico e il prezzemolo tritati finemente. Condite con olio d'oliva e disponete qua e la delle rondelle di limone. Per preparare i boccioli sottaceto basta scottarli brevissimamente in acqua salata e disporli in piccoli barattoli che verranno riempiti di buon aceto di vino bianco.

PER LA BELLEZZA

La calendola è considerata un toccasana contro le verruche e contro le infiammazioni agli occhi. In più, per le sue proprietà terapeutiche, è anche in grado di migliorare l'aspetto della pelle.

Contro le verruche

Cosa occorre - Petali di calendola appena sbocciata.

Come si prepara - Pestate nel mortaio i petali fino a ridurli in poltiglia.

Come si utilizza - Applicate i petali sulla parte da curare e lasciateli quanto più a lungo possibile.

 

L'ISSOPO

II suo nome botanico, Hyssopus officinalis, deriva dall'ebraico "Esobh" che significa erba sacra. Appartiene alla famiglia delle Labiate e in Italia cresce spontaneo in tutte le zone, dai monti al mare, con una preferenza per i terreni sassosi e assolati. Viene coltivato anche nei giardini e negli orti, oltre che per le sue proprietà aromatiche e terapeutiche, per la grazia decorativa dei cespugli perenni che fioriscono dall'estate all'autunno con piccole spighe porpora, viola, rosa o bianche, a seconda della varietà. Dell'issopo si usano le sommità fiorite (da raccogliere all'inizio della fioritura e da essiccare subito) e le foglie più tenere.

PER LA SALUTE

L'issopo ha una lunga tradizione terapeutica. II re Salomone impiegava questa pianta, sacra per gli ebrei, insieme al legno di cedro, per aspergersi, purificarsi e prevenire la lebbra. Trotula, la saggia "matrona" della Scuola salernitana, raccomandava per "purgare il polmone" un vino dove erano stati cotti insieme issopo e fichi secchi. Oggi l'issopo è considerato efficace nella cura delle affezioni bronchiali, delle infiammazioni, delle ecchimosi. Inoltre attiva la digestione e regolarizza il ciclo femminile.

Impacchi d'issopo

Che cosa occorre - Gr. 100 di sommità fiorite o di foglie di issopo, un litro d'acqua.

Come si prepara - Mettete i fiori in infusione nell'acqua bollente, poi filtrate il liquido quando e tiepido.

Come si utilizza - Impacchi con falde di garza o grossi batuffoli di cotone imbevuti in questo liquido curano contusioni o distorsioni.

 

Decotto anti-bronchite

Che cosa occorre - Per una tazza d'acqua un cucchiaino di sommità fiorite.

Come si prepara - Fate bollire per cinque minuti i fiori nell'acqua, filtrate e addolcite con miele.

Come si utilizza - Bevete subito questo decotto e mettetevi a letto, al caldo. Sarà una cura efficace contro la bronchite

IN CUCINA

L'issopo è molto aromatico e in genere non si usa troppo in cucina. Può, però, essere impiegato (con moderazione) come insolito condimento per la carne, nei passati di verdura, negli intingoli, nelle insalate.

Crema di castagne all'lssopo

Che cosa occorre - Gr. 500 di castagne secche, 2 litri di brodo, gr. 200 di mollica di pane, gr. 60 di burro, sale, pepe, foglie di issopo, crostini fritti.

Come si prepara - Lessate le castagne nei brodo insieme alla mollica di pane. Quando saranno cotte, passatele al mulinetto e fatene una morbida purea. Mettetela in casseruola con burro, sale, pepe e lasciate cuocere tutto, insieme per una decina di minuti. Al momento di servire la zuppa aggiungete alcune foglie di issopo e i crostini fritti nel burro.

PER LA BELLEZZA

L'issopo è utile per tonificare i muscoli, per far brillare gli occhi, per decongestionare la pelle irritata. utilizzato industrialmente in profumeria per il suo aroma che ricorda quello della ruta e della menta.

Acqua tonica all'issopo

Che cosa occorre - Una manciata di sommità fiorite, mezzo litro d'acqua tiepida.

Come si prepara - Mettete in infusione per un'ora le sommità di issopo nell'acqua tiepida. Filtrate spremendo bene i fiori e raccogliete il liquido in una bottiglia.

Come si utilizza - Passate un batuffolo bene intriso di questa acqua sul viso e sul collo perfettamente detersi. Serve per dare tono ai muscoli oltre che per ravvivare l'incarnato.

Pronto intervento

Che cosa occorre - Gr. 50 di sommità fiorite di issopo, un litro d'acqua.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sopra i fiori, lasciate intiepidire il liquido, poi filtratelo.

Come si utilizza - lavate con questo liquido le parti colpite da eruzioni.

 

L'ALLORO

È molto difficile ritrovare le origini del nome botanico dell'alloro, Laurus nobilis, che pare risalga a una lingua mediterranea ormai dimenticata. Si tratta, comunque, di un arboscello della famiglia delle Lauracee originario dell'Oriente e introdotto in Grecia e in Italia in tempi assai remoti, quando con i suoi rami si intrecciavano corone, simbolo di saggezza e di gloria. L'alloro è una bellissima pianta ornamentale dalle foglie verdi e lucenti, che cresce spontaneamente sulle coste del Mediterraneo o sui colli, dove fiorisce all'inizio della primavera, fruttificando durante restate. Può essere, però, anche coltivato in vaso oppure in piena terra, sempre con ottimi risultati.

PER LA SALUTE

Secondo un'antica credenza l'alloro aveva la virtù di tenere lontani i fulmini. Nel Rinascimento era considerato la panacea di tutti i mali. Oggi sono fuori di dubbio le sue proprietà stimolanti. I beduini del deserto usano mettere nel caffè una foglia di alloro (mai due, potrebbe essere dannoso per la salute). Noi, avendo bisogno di una frustata di energia potremo mettere qualche manciata di foglie fresche nell'acqua calda del nostro bagno o del pediluvio. Tra le altre proprietà dell'alloro, e solo per nominarne alcune, ci sono quella sudorifera (un infuso caldo stronca il raffreddore e l'influenza) e quella di facilitare la digestione, stimolando gli stomaci pigri.

Infuso di alloro

Che cosa occorre - Una manciata di foglie secche sminuzzate, gr. 30 di arancia amara.

Come si prepara - Portate l'acqua ad ebollizione ed appena accenna a bollire versatela sugli aromi. Coprite il recipiente e passate il liquido dopo 8 minuti.

Come si utilizza - Una tazzina di infuso tiepido presa dopo i pasti facilita la digestione. L'infuso caldo combatte il raffreddore e l'influenza.

IN CUCINA

Le foglie dell'alloro sono largamente impiegate in cucina in quanto conferiscono alle vivande un gradevole profumo. Nell'Italia centrale in particolare, sono usate, oltre che per aromatizzare i fegatelli di maiale, per profumare marinate e brodi.

Ostriche del vegetariano

Che cosa occorre - 4 melanzane, gr. 50 di mozzarella, uno spicchio d'aglio, 2 foglie di alloro, gr. 30 di margarina, un pizzico di sale, un cucchiaio di pangrattato, olio d'oliva, altro alloro per decorare.

Come si prepara - Dalla parte più bombata delle melanzane tagliate in sbieco ricavate 4 fondi a forma di conchiglia. Svuotateli con un coltellino in modo da lasciare intatta una scodellina. Passate al tritatutto la polpa asportata insieme alla mozzarella e all'aglio, ammorbidite, se occorre, con qualche goccia di latte, poi aggiungete la margarina, il sale e il pangrattato e con questo impasto riempite le conchiglie di melanzane. In una teglia fate soffriggere in poco olio le 2 foglie d'alloro, poi toglietele, sistematevi le melanzane e infornate per 20 minuti a calore moderato. Prima di portare in tavola decorate il piatto con altre foglie d'alloro.

PER LA BELLEZZA

L'olio denso ed aromatico estratto dai frutti giunti a completa maturazione (in settembre-ottobre) viene usato industrialmente per la preparazione dei profumi, cui conferisce un tocco dolce e balsamico. In casa si consiglia di aggiungerne qualche goccia nel bagno, la sera prima di uscire, per ridare tono ai muscoli e cancellare le tracce di fatica dal volto.

Bagno delle amazzoni

Che cosa occorre - Una grossa manciata di foglie d'alloro, 2 litri d'acqua.

Come si prepara - Fate bollire le foglie nell'acqua per venti minuti.

Come si utilizza - Versate l'acqua con l'alloro nella vasca da bagno, quindi aggiungete un ramo di alloro fresco: otterrete un gradevole effetto tonificante.

 

LA MENTA PIPERITA

La Mentha piperita (questo è il suo nome botanico) appartiene alla famiglia delle Labiate. Si tratta di un'erba perenne con rizoma legnoso che emette vigorosi stoloni. Preferisce terreni umidi e freschi e in alcune zone, sconfinando dagli orti e dai giardini dove era coltivata, si è inselvatichita, ma non per questo si può considerare spontanea. Della menta piperita (che è un incrocio tra menta acquatica e menta verde) si usano le foglie e le sommità fiorite che si raccolgono da giugno a settembre e si fanno essiccare in piena aria. Conservate in sacchetti di carta, mantengono a lungo il loro profumo e le loro proprietà.

PER LA SALUTE

Le proprietà terapeutiche della menta piperita sono le stesse di tutte te altre mente: stimolanti del l'apparato digerente, toniche, antispasmodiche, analgesiche, raccomandabili nei casi di digestione faticose, di intossicazioni gastrointestinali, di aerofagia.

di menta polivalente

Che cosa occorre - Per una tazza d'acqua bollente: alcune foglie di menta piperita, oppure un pizzico di foglie e sommità essiccate.

Come si prepara - Versate l'acqua sulle foglie appena inizia l'ebollizione, poi lasciate riposare qualche minuto.

Come si utilizza - Bevete questo tè dopo ogni pasto: serve ottimamente per combattere la sonnolenza post-prandiale, per calmare i nervi, per migliorare l'alito, per favorire la digestione, per prevenire le palpitazioni di cuore di natura emotiva.

Pronto intervento in caso di puntura d'insetti

Schiacciate qualche rametto fresco di menta ed applicatelo sulla parte colpita.

IN CUCINA

La menta piperita da noi non è molto usata in cucina perchè ha un sapore piuttosto forte. In altri paesi invece viene utilizzata spessissimo per aromatizzare le carni di agnello e per preparare una salsa ( è una specialità inglese). Ottima però sotto forma di tisana, sola o in combinazione con altri aromi, e per profumare i liquori casalinghi. Il mentolo, ricavato dall'olio di menta, è noto perchè dà il sapore caratteristico, fortemente rinfrescante, a creme, sciroppi e caramelle.

Sciroppo di menta

Che cosa occorre - Gr. 20 di foglie fresche di menta piperita, gr.50 di alcool a 90, gr. 100 di acqua, gr. 200 di sciroppo ottenuto con gr. 130 di zucchero e gr. 70 di acqua bolliti insieme.

Come si prepara - Mettete a macerare la foglie nell'alcool per 24 ore. Passato questo tempo aggiungete prima l'acqua, poi lo sciroppo. Filtrate e travasate in una bottiglietta.

Come si utilizza - Lo sciroppo di menta serve, come dissetante, per correggere l'acqua ghiacciata o con seltz e ghiaccio, per fare un ottimo drink.

PER LA BELLEZZA

Anche su scala industriale la menta piperita e usata nella cosmesi grazie alla sua proprietà di decongestionare e calmare le irritazioni. Molti conosceranno, ad esempio, II talco mentolato eccezionale per placare il prurito, specialmente nei mesi più caldi, causato ai bambini dalle malattie infettive cutanee durante la desquamazione.

Lozione alla menta

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua: gr. 50 di foglie e sommità essiccate,

Come si prepara - Fate un infuso concentrato versando l'acqua bollente sulla menta. Lasciate raffreddare, poi filtrate.

Come si utilizza - Impacchi con questa lozione sono consigliabili a chi a i pori dilatati.

 

L'AMAMELIDE

Il suo nome botanico è Hamamelis virginiana. Appartiene alla famiglia delle Amamelidacee ed è chiamata anche virginiana oppure, in modo più pittoresco, "nocciolo delle streghe". Si tratta di un alberello di importazione, originario del sud degli Stati Uniti, dove cresce spontaneo e dove può raggiungere anche i 4 metri d'altezza. Dell'amamelide sono caratteristici i fiori a quattro petali a forma di trucioli strettissimi, color giallo pulcino, che appaiono in autunno non appena cadono le foglie e che fioriscono con una certa continuità durante i primi mesi invernali. Dell'amamelide si utilizzano soltanto le foglie e la corteccia.

PER LA SALUTE

Si deve certamente agli indiani d'America la scoperta delle proprietà dell'amamelide e ai pionieri americani la cattura del suoi segreti curativi. Gli indiani usavano l''estratto della corteccia interna per curare infiammazioni, soprattutto oculari, e anche tumori. Oggi si riconosce l'efficacia dell'amamelide nelle affezioni delle vene: varici, congestioni venose, esiti di flebiti.

Decotto all'amamelide,

Che cosa occorre - Per ogni litro d'acqua: gr. 20 di foglie di Hannamelis virginiana.

Come si prepara - Fate bollire le foglie sminuzzate nell'acqua per 10/12 minuti, poi filtrate.

Come si utilizza - Bevete il decotto senza zucchero (anche se il gusto è aspro e amaro) durante la giornata diviso in diverse tazzine. E' un ottimo coadiuvante nella cura delle affezioni venose, però è consigliabile, prima di utilizzarlo, consultarsi con il proprio medico. Ancora più 'importante è il suo parere qualora si dovesse usare l'estratto fluido di Hamamelis che si trova in farmacia.

PER LA BELLEZZA

La cosmesi industriale fa grande uso dell'amamelide nelle composizioni di creme e lozioni astringenti e in preparati da utilizzarsi in impacchi contro l'affaticamento e l'arrossamento degli occhi. In Italia da anni si adopera un famoso bagno oculare nel quale l'amamelide entra in una forte percentuale. Negli Stati Uniti è sempre in voga per la cura della pelle: fa miracoli contro la couperose e contro le eruzioni congestive del viso.

Bagno antitraspirante

Che cosa occorre - 6 cucchiai di foglie essiccate o sbriciolate di amamelide, 5 cucchiai di foglie di eucalipto, 5 cucchiai di corteccia di quercia, 2 litri d'acqua.

Come si prepara - Fate bollire le erbe nell'acqua per 5 minuti, poi aggiungete due bicchieri d'acqua fredda per intiepidire il composto.

Come si utilizza - Usate questo composto in impacco sulle parti del corpo più soggette alla traspirazione oppure come additivo dell'acqua del bagno.

Bagno tonificante

Che cosa occorre - Gr. 50 di foglie di Hamamelis virginiana, gr.20 di camomilla, gr, 20 di fiori di rosmarino, qualche goccia di essenza di lavanda, 2 litri di acqua.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sulle erbe ed aggiungete le gocce di essenza. Coprite, lasciate riposare per 7/8 minuti, poi filtrate.

Come si utilizza - Trasferite il liquido in una bacinella profonda ed allungatelo con un po' d'acqua fredda per portarlo alla temperatura preferita. Immergete i piedi per 10/12 minuti.

Bagno decongestionante

Che cosa occorre - Gr. 30 di foglie di Hamamelis virginiana, un litro d'acqua.

Come si prepara - Fate l'infuso come nella ricetta precedente e lasciatelo riposare, coperto, per 10 minuti.

Come si utilizza - Se avete le mani molto arrossate e screpolate per il freddo o violacee per cattiva circolazione, immergetele per 5 minuti in questo bagno.

 

LA MENTUCCIA

Nome botanico: Calamintha officinalis, Satureia nepetoides oppure Satureia calamintha (dal latino "satyrus" per le sue proprietà afrodisiache). Appartiene alla famiglia delle Labiate e anche nel linguaggio popolare è conosciuta con nomi diversi: mentuccia, secondo i romani, nepetella per i toscani, calaminta (dal francese). In effetti sia nel profumo sia nell'aspetto, assomiglia a tante altre piante: alla menta, alla melissa, all'erba gatta, alle altre santoregge. Cresce spontanea nei luoghi boscosi e calcarei ed è nota fin dall'antichità, quando dall'area mediterranea "emigrò" al nord d'Europa al seguito delle legioni romane.

PER LA SALUTE

Nel Medioevo si usava la mentuccia, insieme ad altre piante aromatiche, per fare l'acqua d'Arquebuse che era considerata un toccasana per le piaghe e le ferite. Attualmente e apprezzata contro l'aerofagia, la sonnolenza da cattiva digestione, l'emicrania, le vertigini. Bisogna pero fame un uso moderate) perchè può avere lo stesso effetto eccitante di un tè o un caffè molto ristretti.

Infuso di mentuccia

Cosa cosa occorre - Per una tazza d'acqua: gr. 5-6 di foglie e sommità fiorite essiccate.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sulle erbe e lasciatela riposare qualche minuto. Addolcite con molta moderazione.

Come si utilizza - Prendete una tazza di infuso dopo il pasto principale: servirà a combattere l'aerofagia.

IN CUCINA

La mentuccia viene usata in cucina come qualsiasi erba aromatica: va però dosata con discrezione perchè è facile che prevalga sugli altri sapori, alterandoti.

Funghi alla fiorentina

Che cosa occorre - Alcuni porcini giovani e sodi, olio d'oliva, 2 spicchi d'aglio, sale, un pizzico di mentuccia finemente tritata.

Come si prepara - Mettete a imbiondire in una teglia, nell'olio d'oliva, gli spicchi d'aglio pestati. Quando appariranno biondi aggiungete i funghi mondati, puliti con un canovaccio umido e affettati, mescolateli e dopo alcuni minuti conditeli con il sale. A metà cottura aggiungete la mentuccia, mescolateli spesso regolando la fiamma perchè non attacchino e serviteli al dente.

PER LA BELLEZZA

La mentuccia, come la menta piperita e il mentastro, ha benefici effetti sulle eruzioni cutanee, sulle punture d'insetti e sulle ferite in genere tanto da meritarsi, specialmente in Francia, l'appellativo di balsamo selvatico.

Acqua di rose e mentuccia

Che cosa occorre - Alcune foglie fresche di mentuccia, i petali di 2 o 3 rose da giardino profumate e preferibilmente rosse, un litro d'acqua.

Come si prepara - Fate bollire i petali di rosa nell'acqua per una ventina di minuti. A metà cottura aggiungete le foglie di mentuccia. Lasciate raffreddare, poi filtrate.

Come si utilizza - Usate quest'acqua per detergere il viso prima del trucco. Picchiettate la pelle con la punta delle dita per attivare la circolazione. Ne trarrà vantaggio la pelle acneica con pori dilatati e tracce di foruncoli.

 

LA LIMONCINA

II suo nome botanico è Lippia citriodora. Appartiene alla famiglia delle Verbenacee ed è chiamata anche cedrina, erba Luigia o verbena odorosa. Da noi non è pianta spontanea: viene coltivata nei giardini e negli orti sia per il suo profumo leggero sia per il suo valore decorativo. È un piccolo arbusto che resiste in piena terra nei climi più miti ma ha bisogno di un riparo invernale nelle zone fredde. Della limoncina si adoperano le foglie, lunghe e strette, ruvide al tatto. La raccolta può avvenire in due stagioni: in giugno (e allora le foglie saranno verde argento) e in settembre (le foglie sono più scure, con un profumo più intenso).

PER LA SALUTE

La limoncina vanta soprattutto proprietà antispasmodiche, digestive, diuretiche e calmanti del sistema nervoso. Molto attiva e di rapido effetto, viene raccomandata contro la pesantezza di stomaco, le digestioni difficili accompagnate da crampi nervosi, le palpitazioni. Bisogna però usarne con moderazione perchè gli eccessi possono produrre un'azione irritante sulla mucosa gastrica.

Infuso caldo di limoncina

Che cosa occorre - Gr. 30 di foglie per ogni litro d'acqua.

Come si prepara - Nel momento preciso in cui entra in ebollizione versate l'acqua sopra le foglie. Coprite il recipiente e lasciate riposare per una decina di minuti.

Come si utilizza - Una tazzina dopo il pasto aiuta a combattere la cattiva digestione. Potete correggere l'infuso con un cucchiaino da caffè di un liquore di vostro gusto.

IN CUCINA

Le foglie fresche della limoncina vanno bene per aromatizzare i dolci, le insalate di frutta, le bibite. Essiccate si usano anche per fare tisane e, insieme ad altre erbe, per profumare il tè. In Francia la tazzina di "verveine" bollente viene servita anche nei bar.

Liquore di limoncina

Che cosa occorre - 70 foglie di limoncina della raccolta di giugno, gr. 500 di zucchero, gr. 500 di alcool da liquori, mezzo litro d'acqua, la scorza di mezzo limone.

Come si prepara - Pulite le foglie con un canovaccio morbido. Mettete in un fiasco lo zucchero con l'acqua e scuotete il contenitore in modo da sciogliere lo zucchero. Aggiungete le foglie di limoncina, la scorza di limone senza il bianco e l'alcool. Lasciate tutto in infusione per una decina di giorni, non dimenticando di scuotere il fiasco molto spesso.

PER LA BELLEZZA

Non esistono vere e proprie ricette di bellezza; però, grazie alla sua azione benefica sulla digestione, la limoncina può essere utile nella cura della pelle,

Impacchi alla limoncina

Che cosa occorre - Una grossa manciata di foglie di limoncina, 2 cucchiai di camomilla, mezzo litro d'acqua.

Come si prepara - Portate l'acqua ad ebollizione, aggiungete le erbe e coprite il recipiente per cinque minuti.

Come si utilizza - Sdraiatevi e rilassate i muscoli del viso. Chiudete gli occhi, poi fate diversi impacchi con l'infuso tiepido. Servirà per mitigare i danni di una giornata di vento o di sole su una pelle particolarmente sensibile.

 

IL BASILICO

Nome scientifico: Ocimum basilicum, che tradotto letteralmente dal latino e dal greco significa "pianta dei re". Appartiene alla famiglia delle Labiate e comprende diverse varietà: a foglia piccola, grande, gigante, lunga e stretta, riccia, anche rossa. L'aroma può essere più o meno intenso a seconda delle condizioni climatiche, della natura del terreno e dell'alchimia naturale dei pollini che con una certa facilita si ibridano con quelli della menta. Si coltiva in giardino e anche in vaso. Da noi viene seminato in marzo-aprile in vivaio coperto e trapiantato a maggio. Richiede terra leggera, esposizione soleggiata e regolari annaffiature.

PER LA SALUTE

Le qualità medicamentose del basilico sono note e apprezzate fin dall'antichità. Gli Ebrei lo consideravano un eccellente antispasmodico, Plinio il vecchio lo raccomandava contro l'epilessia, i medici della scuola tedesca lo consigliavano contro la malinconia, gli arabi lo usavano come disinfettante. La moderna scuola fitoterapeutica conferma le qualità antispasmodiche del basilico e lo raccomanda contro i crampi gastrici, le vertigini, il mal di testa e l'insonnia di origine nervosa e digestiva. Un minestrone al basilico alla sera assicura sonni perfetti a chi ha difficoltà ad addormentarsi.

Infuso di basilico

Che cosa occorre - Un cucchiaio di basilico fresco tritato oppure mezzo cucchiaio di basilico secco, una tazza di acqua bollente, miele.

Come si prepara - Mettete il basilico in infusione per dieci minuti nell'acqua bollente. Passate l'infuso e addolcitelo con il miele.

Come si utilizza - Bevete l'infuso ancora caldo: è utile contro l'insonnia da tensione nervosa o da difficoltà digestive.

IN CUCINA

II basilico è certamente tra le piante aromatiche più popolari e più usate in cucina. Dalle foglie e dalle infiorescenze si ricava anche un olio essenziale utilizzato in liquoristeria per la preparazione della chartreuse. Insalate fresche, minestroni, sughi diventano speciali con l'aggiunta del basilico, ma due salse soprattutto lo hanno come ingrediente-base: il pesto genovese e il "pistou" provenzale.

Burro al basilico

Che cosa occorre - Gr. 150 di burro freschissimo e di ottima qualità, 2 spicchi d'aglio, un mazzetto di foglie giovani di basilico, il succo di mezzo limone.

Come si prepara - Sforbiciate il basilico fino a sminuzzarlo finemente. Tritate gli spicchi d'aglio e montate il burro a crema. Amalgamate insieme burro, basilico e aglio e bagnate il tutto con il succo di limone. Mescolate con cura fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Come si utilizza - Con il burro al basilico potete spalmare i crostini da servire con una zuppa di verdura, potete condire gli spaghetti o preparare delle tartine che poi completerete con pomodori freschi e foglie di lattuga.

PER LA BELLEZZA

Vere e proprie ricette di bellezza con il basilico non ce ne sono. Grazie però alle sue qualità distensive, iI basilico può giovare alla pelle e dare luminosità alla carnagione.

Infuso di basilico e origano

Che cosa occorre - Per un litro di acqua: una grossa manciata di sommità fiorite di basilico e altrettante di origano, un cucchiaino di foglie tritate di basilico e altrettante di origano.

Come si prepara - Fate un infuso versando l'acqua bollente sulle erbe.

Come si utilizza - Esponetevi al vapore tenendo il viso a una distanza di 30-40 centimetri dalla bacinella e coprendovi la testa e le spalle con un grande asciugamano in modo da dirigere tutto il vapore verso il naso. Vi servirà per stroncare un raffreddore agli inizi e per riparare gli eventuali danni estetici che avrà procurato.

 

L'ORIGANO

II suo nome scientifico è Origanum vulgare che tradotto dal greco significa "splendore delle montagne". Appartiene alla famiglia delle Labiate che raggruppa alcune tra le piu note piante aromatiche mediterranee. Da noi cresce spontaneamente in Liguria e nelle regioni meridionali montuose e asciutte. Proveniente dalla Grecia, dove veniva considerato pianta augurale, attecchisce con facilita quasi ovunque e fiorisce durante tutta l'estate. All'inizio della fioritura se ne raccolgono le sommità e se ne fanno mazzetti da far seccare all'ombra, in luogo asciutto. A differenza della maggior parte delle piante aromatiche, essiccando non perde il suo profumo.

PER LA SALUTE

L'antica medicina popolare poneva l'origano tra le piante pettorali, utili cioè nelle affezioni delle vie respiratorie, e tra quelle vulnerarie, capaci cioè di lenire i, dolori delle ferite. Oggi viene considerato un aperitivo efficace e uno stimolante della digestione. Altrettanto utilmente viene impiegato nella cura del reumatismo acuto e cronico sia come tisana sia come cataplasma caldo.

Aperitivo d'origano

Che cosa occorre - Per ogni litro di acqua: da gr. 8 a gr. 15 di sommità fiorite d'origano.

Come si prepara - Nel momento preciso in cui l'acqua comincia a bollire, versatela sull'origano. Coprite il recipiente e lasciate in infusione per 10-15 minuti.

Come si utitizza - Bevetene una tazza al giorno prima dei, pasti per stimolare l'appetito. La stessa infusione, presa dopo i pasti, ha effetto digestivo.

IN CUCINA

In cucina l'origano si usa, una volta seccato, un pò dappertutto, come iI prezzemolo: sulle pizze, sulle bistecche e i pomodori alla pizzaiola, con le zucchine, con i funghi, con le uova e i peperoni. Fresco, aromatizza piacevolmente le insalate crude e quelle cotte.

Spiedini d'anguilla

Che cosa occorre - Un'anguilla spellata tagliata a pezzi di 4-5 centimetri, olio, aceto, sale, pepe, succo di limone, foglie di salvia e di alloro, origano.

Come si prepara - Mettete l'anguilla per alcune ore in una marinata di olio, aceto, sale, pepe e succo di limone. Infilate poi tutti i pezzi su lunghi spiedini di metallo o legno dividendoli con foglie di salvia e di alloro. Sistemateli in una teglia, bagnateli con la loro marinata e metteteli a cuocere in forno. Serviteli subito, molto caldi, cosparsi di abbondante origano.

PER LA BELLEZZA

L'origano ha un posto abbastanza importante in fitocosmetica. A livello industriale la sua essenza entra nella composizione di molti profumi, e nella fabbricazione delle saponette. A livello casalingo si dimostra utile come attivatore della circolazione del sangue nel cuoio capelluto, contribuendo quindi ad arrestare la caduta dei, capelli.

Decotto d'origano

Che cosa occorre - Gr. 50 di gemme di betulla, gr. 50 di radici di bardana, gr. 50 di radici d'ortica, gr. 50 di foglie d'ortica, gr. 30 di foglie d'origano, gr. 15 di pilocarpo.

Come si prepara - In un litro di acqua bollente fate bollire per un quarto d'ora 6 cucchiai per volta del miscuglio di erbe.

Come si utilizza - Mettete da parte un bicchiere del decotto e con il resto lavatevi i capelli massaggiando bene la cute. Ripetete il lavaggio due. volte la settimana. Nell'intervallo massaggiate il cuoio capelluto con un tampone di cotone idrofilo imbevuto del decotto messo da parte. Questa cura serve ad arrestare la caduta dei capelli.

 

LA CAMOMILLA ROMANA

II suo nome botanico e Anthemis nobilis, che le fu attribuito da Plinio il vecchio. Camomilla deriva dal greco e significa "mela nana". Appartiene alla famiglia delle Composite che ospita anche le Matricarie e cioè le altre camomille altrettanto popolari. La superficie delle foglie e vellutata e presenta larghe scaglie, i frutti hanno tre costole sporgenti, il profumo è particolarmente intenso. Originaria dell'Europa i meridionale, in Italia cresce spontanea quasi ovunque, ma viene anche intensamente coltivata, di preferenza in terreni silicei freschi e ben concimati. Fiorisce tutta l'estate, ma l'epoca migliore per la raccolta dei capolini e tra giugno e luglio.

PER LA SALUTE

Si sa con certezza che fu il medico greco Galeno, nel secondo secolo dopo Cristo, a impiegare e prescrivere per primo la camomilla contro il mal di testa, le coliche e le disfunzioni del fegato. Attraverso i secoli le sue virtù continuarono a essere riconosciute e apprezzate. II fiore consumato in infusione prima dei pasti è un aperitivo efficace, dopo i pasti è utile contro la cattiva digestione. Calma le nevralgie e il mal di denti e aiuta nella cura dell'influenza e del raffreddore. Anche per uso esterno ha parecchie appileazioni: il decotto cura ogni tipo di infiammazione, il collirio decongestiona, il bagno agisce come corroborante.

Olio di camomilla

Che cosa occorre - Gr. 100 di fiori essiccati di camomilla, mezzo litro d'olio d'oliva.

Come si prepara - Fate macerare la camomilla nell'olio caldo, a bagnomaria, per due ore. Filtrate e lasciate raffreddare

Come si utilizza - Efficace contro i dolori articolari, questo olio va frizionato sulle parti dolenti.

IN CUCINA

Le foglioline giovani di camomilla possono essere aggiunte alle insalate selvatiche di primavera per dare un sapore in più. Ma l'utilizzazione della camomilla più conosciuta è per la realizzazione di liquori ed elisir di fattura casalinga.

Vino aperitivo

Che cosa occorre - Un litro di buon vino, zucchero (facoltativo), gr. 40-50 di capolini essiccati di camomilla.

Come si prepara - Nel vino, zuccherato o meno, mettete a macerare i capolini per un mese, poi filtrate il liquido.

Come si utilizza - Questo ottimo aperitivo va bevuto in un bicchierino da vermouth.

PER LA BELLEZZA

Da sempre la camomilla è stata usata per schiarire i capelli, ma non tutti forse sanno che ha anche un'efficace azione decongestionante per cui può essere usata come collirio per riposare gli occhi oppure in infuso per combattere la couperose.

Infuso di camomilla

Che cosa occorre - Gr. 80 di capolini essiccati per ogni litro di acqua bollente.

Come si prepara - Praparate un infuso versando l'acqua bollente sui capolini di camomilla, lasciatelo riposare mezz'ora, filtratelo e portatelo a temperatura ambiente.

Come si utilizza - Con questo infuso imbevete delle compresse che applicherete sui viso per combattere la couperose. Se però preparate un infuso più forte (4 o 5 manciate di capolini per ogni litro di acqua nella quale dovranno bollire un quarto d'ora) lo potrete utilizzare per sciacquare i capelli chiari e ravvivarne i riflessi.

 

L'ACHILLEA

II nome scientifico dell'achillea, "Achillea millefolium", deriverebbe da una leggenda secondo la quale Achille sarebbe stato guarito di una ferita al piede con l'applicazione delle foglie di questa pianta. Le proprietà cicatrizzanti dell'achillea sono, d'altra parte, conosciute ovunque e le hanno valso in Francia l'appellativo di "erba dei carpentieri". In Italia questa pianta, che appartiene alla famiglia delle Composite, è molto diffusa e cresce lungo le siepi e le scarpate preferendo i terreni asciutti. Ha sommità fiorite dall'inconfondibile forma a ombrello e foglie tutte frastagliate. La si può raccogliere da maggio a settembre e si utilizza fresca o essiccata al sole.

PER LA SALUTE

Nell'antichità l'achillea era già usata dai Greci che ne avevano riconosciuto le proprietà antiemorragiche e cicatrizzanti. Anche Dioscoride la raccomandava come, emostatico, e quest'uso continuo fino quasi ai tempi nostri, motivando così il nome attribuitole popolarmente di Erba dei tagli. La moderna erboristeria, dopo averne accertato le proprietà antispasmodiche ed astringenti, le ha riconosciuto i meriti di essere antibatterica, tonica e di migliorare lo stato di salute generale, influenzando favorevolmente la circolazione sanguigna.

Decotto di achillea

Che cosa occorre - Gr. 30 di radici di achillea, mezzo litro d'acqua.

Came si prepara - Fate bollire a fuoco lento le radici nell'acqua, per 20 minuti. Filtrate e addolcite con miele.

Come si utilizza - Consumate a bicchierini questo decotto per vincere la stanchezza e gli stati di debolezza dovuti a convalescenza o a esaurimento.

Vino d'achillea

Che cosa occorre - Per un litro di, vino: gr. 40-50 di parti aeree della pianta.

Come si prepara - Fate bollire un quarto d'ora le erbe nel vino poi lasciate raffreddare.

Come si utilizza - Usate questo vino come disinfettante e detergente di ulcerazioni e ferite.

IN CUCINA

Nella Germania del XVI secolo si usava gettare le foglie di achillea nel fondo delle botti piene di vino, perchè servivano da conservante. Oggi l'achillea viene utilizzata soprattutto in liquoreria, ma è ottima anche in cucina, nelle insalate e come guarnizione al posto del cerfoglio.

Pomodori all'achillea

Che cosa occorre - 4 pomodori sodi, gr. 100 di riso, un cucchiaio di foglioline di achillea, una costa di sedano, mezzo cucchiai.no di dragoncello, altrettante foglie di timo, gr. 120 di mozzarella, olio.

Come si prepara - Tagliate a metà i pomodori e liberateli dei semi e di un po' di polpa. Tritate insieme la mozzarella e tutte le erbe. Aggiungete il riso cotto al dente, amalgamate bene, poi distribuite il composto nei pomodori che sistemerete in una pirofila unta d'olio. Cuocete a forno medio per 15-20 minuti. Guarnite con achillea fresca.

PER LA BELLEZZA

Pur non essendo tra le piante più comunemente usate in cosmesi, l' achillea può esercitare un'ottima azione anche in questo campo grazie alle sue proprietà terapeutiche. Migliorando lo stato generale di salute e favorendo una regolare circolazione del sangue contribuisce infatti a dare luminosità alla pelle.

Impacco rassodante

Che cosa occorre - Un buon pizzico di achillea, altrettanti fiori di lavanda, altrettanta ortica e metà dose di celidonia fresca, un litro d'acqua minerale (non gassata) oppure di acqua bollita.

Come si prepara - Fate macerare tutte le erbe nell'acqua per un'intera notte.

Come si utilizza - Usate le erbe macerate per fare impacchi prolungati specialmente sulle cosce: la cura ha effetto rassodante specie nei casi di perdita di peso e di tono muscolare, dopo una malattia o una cura dimagrante troppo energica.

 

LA MALVA

II suo nome botanico, Malva silvestris, deriva dal greco "malakein" che significa ammorbidire. E' una pianticella erbacea che appartiene alla famiglia delle Malvacee. Armuale, biennale o perenne a seconda della temperatura, cresce spontanea un po' dovunque, tra i sassi dei sentieri, in mezzo ai detriti, nei prati e nei boschi. È facilmente riconoscibile per la forma delle foglie e per il caratteristico colore rosa violetto dei fiori che appaiono da aprile a settembre. Della malva si utilizzano sia i fiori sia le foglie: i primi si raccolgono appena iniziano ad apparire, le seconde durante giugno e luglio. Si fanno essiccare all'ombra.

PER LA SALUTE

Le proprietà emollienti e lassative della malva sono note fin dall'antichità e tenute ancor oggi in gran conto per calmare gli spasmi gastrici e intestinali, per risolvere gli ascessi ai denti e i foruncoli, per medicare le piaghe e far regredire le eruzioni cutanee, per calmare il mal di gola e le infiammazioni degli occhi, dell'apparato digerente, delle vie respiratorie e delle vie urinarie. Marziale consigliava a un amico dall'intestino pigro una mistura di lattuga e malva, Ippocrate prescrivevausi la malva chi digerisce male, o ha la bocca amara o salata .

Infuso per la tosse

Che cosa occorre - 2 cucchiai di malva, una tazza d'acqua calda.

Come si prepara - Versate le foglie nell'acqua appena questa accenna a bollire. Coprite il recipiente, aspettate 10 minuti prima di filtrare il liquido, poi addolcitelo con miele.

Come si utilizza - Questo infuso, ripetuto più volte al giorno, calma la tosse.

IN CUCINA

Le foglie fresche della malva, da sole o in compagnia dell'ortica e del chenopodio, sono ottime in cucina lessate e condite come gli asparagi oppure preparate in minestra o ancora in frittata. Oltretutto la malva, lessata o in minestra, consumata regolarmente, è un'ottima cura lassativa e disinfiammante consigliabile in particolare alle persone anziane. Anche i fiori sono commestibili e si utilizzano nelle insalate miste o per guarnire piatti di carne e di pesce.

Insalata Mauve

Che cosa occorre - Un cuore di scarola, un cuore di sedano, una manciata di origano e una di foglie di dente di leone, una ventina di fiori di malva, 2 limoni, olio, sale.

Come si prepara - Mondate e lavate più volte, accuratamente, la scarola e le foglie di dente di leone, poi tagliatele come preferite. Affettate il cuore di sedano, mettete tutto in una insalatiera insieme all'origano e condite con una salsa ottenuta mescolando il succo di un limone insieme ad olio e sale. Private l'altro limone della scorza, affettatelo a rondelle sottili, e guarnite l'insalatiera. Completate con i fiori di malva.

PER LA BELLEZZA

La benefica azione emolliente e calmante della malva viene messa a profitto anche in cosmetica tutte le volte che bisogna intervenire per curare infiammazioni e irritazioni cutanee. Da non trascurare poi la sua proprietà lassativa che la rende utile nelle cure dimagranti. Secondo alcuni la radice di malva, strofinata sui denti, serve a imbiancarli rapidamente.

Crema nutriente

Che cosa occorre - Gr. 25 di foglie fresche di malva, mezzo litro d'acqua, burro.

Come si prepara - Fate un decotto lasciando bollire nell'acqua per 5-7 minuti le foglie (possibilmente fresche) ben triturate. Fate fondere un po' di burro su fuoco dolce ed aggiungetevi due cucchiaiate di decotto in mode) da ottenere una crema.

Come si utilizza - Tenete la pomata in frigorifero ed usatela come crema nutriente. Lo stesso decotto, utilizzato per preparare questa crema, può essere molto efficace come coadiuvante nelle cure dimagranti, preso a digiuno per un mese (se volete addolcirlo usate saccarina o fruttosio).

 

IL LUPPOLO

II suo nome botanico è Humulus lupulus che potrebbe significare "erba dei lupi". Si tratta di una pianta della famiglia delle Urticacee, di origine probabilmente asiatica ma conosciuta anche da noi da tempi antichissimi. Già Plinio la segnalava come legume delicato e Marziale la nominava in un epigramma. In Italia il luppolo cresce un po' ovunque, nelle foreste umide, lungo le siepi, i fiumi e i fossati, ma in varie regioni lo si coltiva anche a scopo industriale. È una liana dall'alto fusto che si sviluppa per la lunghezza di sei metri. I fiori sono giallo verdastri, hanno un odore molto gradevole è possono essere maschili (infiorescenze ramose) o femminili (a forma di cono).

PER LA SALUTE

Paracelso e i medici arabi conoscevano il luppolo come pianta medicinale. Durante il Rinascimento veniva raccomandato come aperitivo, depurativo e febbrifugo e se ne sfruttava l'azione amaro-tonica e sedativa. Nella medicina familiare se ne consiglia l'infuso caldo da prendere la sera prima di coricarsi (il luppolo infatti contiene sostanze lievemente narcotiche). Le foglie in forma di cataplasma sono un rimedio efficace contro i reumatismi e i dolori articolari.

Infuso di luppolo

Che cosa occorre - Un pizzico di coni essiccati per una tazza d'acqua.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sul luppolo essiccato, filtrate e possibilmente non addolcite.

Come si utilizza - Una tazzina alla sera combatte l'insonnia e le agitazioni notturne.

IN CUCINA

II luppolo è un efficace stimolante degli stomaci pigri e può risolvere in molti casi le inappetenze prolungate. In diverse regioni si usano i germogli e i fiori maschili come verdure (li chiamano lupari o bruscandoli ) per preparare un'eccellente insalata dal gradevole sapore amarognolo. Gli stessi fiori sono ottimi anche bolliti e conditi con olio e limone.

Germogli all'olio

Che cosa occorre - Un chilo di germogli di luppolo, olio, sale.

Come si prepara - Mondate e lavate accuratamente i giovani getti. Lessateli al dente in abbondante acqua salata, poi conditeli come gli asparagi con olio e sale.

PER LA BELLEZZA

In cosmesi il luppolo ha diverse utilizzazioni. Efficace contro i foruncoli, può aiutare a migliorare la pelle, ma è anche ottimo come tonificante, se versato nell'acqua del bagno.

Bagno tonico

Che cosa occorre - Per ogni litro d'acqua: gr. 75 di coni.

Come si prepara- Fate bollire 15-20 minuti i coni nell'acqua, poi versate il decotto concentrato nell'acqua del bagno che produrrà cosi un immediato effetto tonico.

"Pronto intervento" contro i foruncoli

Pestate nel mortaio una manciata di foglie fresche e appllicatele sulla parte colpita.

 

L'IPERICO

II suo nome botanico è Hipericum perforatum. Appartiene alla famiglia delle Ipericacee ed è chiamato, nel linguaggio popolare, anche pilatro, erba di San Giovanni, erba scacciadiavoli e cacciadiavoli. Si tratta di una erbacea perenne che in Italia cresce un po' dovunque preferendo i luoghi incolti, i bordi dei fossati, i viottoli di campagna. Ha bellissimi fiori gialli e foglie particolari che viste in controluce appaiono picchiettate da tanti punti trasparenti, in realtà piccolissime sacche di essenza. Dell'iperico si usano le sommità fiorite e le foglie, da raccogliere tra fine maggio e agosto. Le pianticelle poi vanno essiccate rapidamente.

PER LA SALUTE

Nell'epoca druidica l'iperico era considerato una pianta benedetta: bastava il suo odore per scacciare gli spiriti maligni. Mitridate, re del Ponto, l'usò nella composizione della "teriaca", il suo misterioso antidoto universale. Nel Medioevo godette enorme fama nella composizione di diverse panacee: l'acqua di Arquebuse, ad esempio, l'olio di scorpione, il balsamo degli innocenti. Paracelso, alchimista e medico del 1500, confermo l'uso dell'iperico nella cura delle ferite. Oggi viene utilizzato soprattutto nella cura delle affezioni catarrali ed è considerato efficace per medicare scottature, per l'asma, i dolori di testa e la cattiva digestione.

Olio rosso di iperico

Che cosa occorre - Gr. 250 di sommità fiorite fresche di iperico, gr. 500 d'olio d'oliva purissimo, gr. 250 di vino bianco.

Come si prepara - Mettete a macerare per 4 giorni le sommità fiorite nell'olio e nel vino. Trascorso questo tempo fate scaldare a bagnomaria il composto per due ore o più, fino a completa evaporazione del vino. Filtrate, strizzando bene i fiori e suddividete il liquido in flacancini ben chiusi.

Come si utilizza - Usate questo olio per lenire scottature, piaghe, ulcerazioni. Imbevete nel liquido compresse di garza e premetele sulla parte dolente.

IN CUCINA

L'iperico in cucina non è molto usato, se si esclude la sua utilizzazione nella confezione di liquori e sciroppi. Due o tre ramoscelli di iperico messi in una bottiglia con un liquore casalingo, se esposti al sole, danno al liquido un piacevolissimo colore rosa o rosso, assolutamente innocuo per lo stomaco.

Ratafia di iperico

Che cosa occorre - Gr. 15 di sommità fiorite essiccate, un limone, un litro di acquavite, zucchero.

Come si prepara - Lavate con cura il limone (meglio se è di giardino), asciugatelo, tagliatelo a pezzi, poi mettetelo a macerare nell'acquavite, per 15 giorni, insieme all'iperico. Trascorso questo tempo passate il liquido strizzando bene e zuccherate secondo il vostro gusto.

Come si utilizza - Usate il liquore come aperitivo e digestivo.

PER LA BELLEZZA

L'iperico può avere in fitocosmetica due utilizzazioni diverse. In uso esterno, calma le irritazioni delle epidermidi particolarmente sensibili e tonifica le pelli normali. Nell'uso interno, agendo sulla funzione biliare, migliora la grana della pelle e ravviva il colorito.

Decotto d'iperico

Che oosa occorre -Gr. 20 di pianta secca per ogni litro di acqua.

Come si prepara - Fate bollire l'iperico nell'acqua per 10/12 minuti.

Come si utilizza - Lasciate intiepidire il liquido poi usatelo in impacchi sulla pelle del viso irritata dal vento o dal freddo o dall'atmosfera troppo asciutta. Lo stesso decotto usato in misura più abbondante (2/3 litri) e versato nell'acqua del bagno tonifica il corpo.

 

L'ORTICA

Nome botanico: Urtica dioica. È una pianta perenne, infestante, comunissima in Italia, che appartiene alla famiglia delle Urticacee. Prolifera in terreni incolti, a ridosso delle siepi, nei boschi, sui sentieri di campagna ed è sempre in grossi gruppi. È caratterizzata dalla peluria pungente, satura di acido formico, che ricopre le sue foglie ed e assai temuta per la sua azione irritante detta appunto urticante. Dell'ortica si impiegano le cime giovani e tenere, la pianta intera e la radice, che si raccolgono rispettivamente in aprile, da maggio a settembre e da agosto a ottobre. L'essiccazione deve avvenire sempre all'aria e all'ombra.

PER LA SALUTE

Originaria del nostro continente l'ortica fu notissima già nell'antichità. Aristofane ci assicura che i greci ne erano ghiottissimi e la raccoglievano prima dell'arrivo delle rondini. Fino al secolo scorso venivano raccomandate le fustigazioni di ortica per richiamare "gli spiriti e il sangue" nelle parti paralizzate. Oggi le sue numerose proprietà terapeutiche sono riconosciute da tutti. L'ortica è considerata prima di ogni altra cosa un potente emostatico, e anche astringente ed efficace come depurativo nell'e malattie croniche della pelle. Come collutorio o come gargarismo agisce favorevolmente nella cura delle angine, delle infiammazioni e delle irritazioni delle gengive.

Decotto depurativo

Che cosa occorre - Per ogni litro d'acqua gr. 30 di germogli primaverili di ortica.

Come si prepara - Fate bollire l'ortica nell'acqua fino alla riduzione di un terzo del liquido.

Come si utilizza - Bevete da due a tre tazze al giorno di questo decotto, ottimo depurativo del sangue e della pelle. E' importante però eliminare sempre i semi, che sono ritenuti fortemente purgativi, e non oltrepassate mai le dosi indicate dalle ricette perchè in forti quantitativi l'ortica può provocare dannose ritenzioni d'urina.

IN CUCINA

Immediatamente disarmata dall'immersione in acqua bollente, l'ortica è un alimento di prim'ordine. Si consuma in minestra, come contorno insieme ad altre verdure cotte e come ripieno (nei pansotti alla genovese).

Zuppa di ortiche

Che cosa occorre - Gr. 500 di foglie fresche e giovani di ortica, una cipolla, un mazzetto di basilico, un rametto di timo, 2 patate, un chiodo di garofano, un pizzico di sale, un decilitro d'olio, gr. 25 di burro, crostini di pane, formaggio grattugiato.

Come si prepara - Raccogliete l'ortica, mondatela, lavatela (sempre con le mani protette da guanti), poi tritatela grossolanamente. Fate soffriggere nell'olio la cipolla affettata. Quando è bionda aggiungete l'ortica, mescolate per distribuire il condimento e lasciate cuocere per una decina di minuti. Aggiungete le patate tagliate a pezzi, le erbe, i condimenti e un litro d'acqua. Continuate la cottura per mezz'ora controllando l'ebollizione. A questo punto passate tutto al mulinetto, condite con il burro e riportate ad ebollizione per 10 minuti. Versate la zuppa sui crostini e cospargetela di formaggio.

PER LA BELLEZZA

Nella cosmesi i meriti più vistosi dell'ortica derivano dai suoi effetti nella cura del capelli, senza contare la sua azione salutare sulla pelle, come abbiamo già detto a proposito della medicina.

Shampoo antiforfora

Che cosa occorre - Gr. 300 di piante intere di ortica, acqua, shampoo neutro liquido per bambini, qualche goccia di essenza di bergamotto.

Come si prepara - Fate bollire per 2/3 minuti gr. 100 di ortiche in un litro d'acqua. Lasciate riposare il liquido per mezz'ora, poi filtratelo attraverso un passino fine. Aggiungete altri gr. 100 di ortica e bolite per 2/3 minuti. Lasciate riposare mezz'ora, filtrate. Aggiungete gli 'ultimi gr. 100 d'ortica e bollite 2/3 minuti. Dopo un riposo di mezz'ora filtrate e al liquido ottenuto aggiungete pari volume di shampoo neutro liquido e qualche goccia di essenza di bergamotto, imbottigliate e scuotete bene.

Come si utilizza - Usate lo shampoo nel modo solito: agirà come antiforfora e arresterà anche la caduta dei capelli.

 

IL VERBASCO

II suo nome botenico è Verbascum thapsus, ma nel linguaggio popolare viene chiamato tasso barbasso, barbasco, candela regia, o lingua di bue. Si tratta di una grande erbacea perenne (alla fioritura può raggiungere e superare il metro e mezzo di altezza) che cresce spontanea in tutta Italia, tra i ruderi, i detriti, le sterpaglie, nei campi e ai margini delle strade. Tutta la pianta e coperta da una peluria ispida e fitta e secerne un umore vischioso. I fiori, che sbocciano durante l'estate, emanano un profumo leggero e gradevole. Del verbasco si usano sia i fiori sia le foglie: i primi si raccolgono appena sbocciati, le seconde durante tutta l'estate.

PER LA SALUTE

La virtù mediche del verbasco sono note fin dall'antichità. Dioscoride lo raccomandava in tutte le affezioni polmonari e anche Plinio il Vecchio ne tesseva le lodi. Nel Medioevo la grande esperta d'erbe, Santa lldegarda, considerava l'infuso di fiori di verbasco come un rimedio infallibile nei casi di raucedine mentre la farmacopea più autorevole lo indicava nella tisana del quattro fiori pettorali per calmare la tosse e dare respiro nell'asma bronchiale. E oggi? II verbasco è ritenuto emolliente, rinfrescante, calmante, depurativo, anticatarrale. Lo si usa con successo nelle forme irritative dell'apparato respiratorio, le sue foglie, cotte nel latte e applicate come cataplasma, servono a risolvere antipatiche foruncolosi. I fiori, macerati nell'olio, sono benefici nella cura dei geloni.

Tisana dei quattro fiori

Che cosa occorre - Gr. 30 di fiori di verbasco, gr. 20 di fiori di rosolaccio, gr. 10 di fiori di malva, gr. 20 di fiori di farfaraccio, un litro d'acqua.

Come si prepara - Portate ad ebollizione l'acqua, versatela sui fiori e lasciate riposare l'in'fusione per una ventina di minuti. Filtratela poi attraverso un telo a trama sottile e mettetela da parte.

Come si utilizza - Somministrate la tisana nella dose di un cucchiaio da dessert in una tazza d'acqua calda addolcita con miele, la sera prima di andare a letto, ai bambini disturbati da affezioni lievi dell'apparato respiratorio. Scioglierà il catarro e faciliterà il sonno.

Gargarismi di verbasco

Che cosa occorre - Gr. 20 di fiori di verbasco, gr. 20 di malva, un litro d'acqua.

Come si prepara - Fate bollire le erbe nell'acqua, per un quarto d'ora abbondante. Quando il liquido sarà tiepido, filtratelo attraverso un telo a trama sottile.

Come si utilizza - Usate questo liquido per gargarismi più volte in un giorno: curerà la raucedine e la gola infiammata.

Unguento di verbasco

Che cosa occorre - Gr. 25 di fiori di verbasco, gr. 50 di olio d'oliva finissimo.

Come si prepara - Mescolate l'olio e i fiori in un pentolino che metterete a cuocere lentamente su fiamma dolce finchè sarà completamente evaporata la parte acquosa. Lasciate raffreddare e filtrate con cura strizzando bene le erbe.

Come si utilizza - Usate l'unguento sui geloni.

PER LA BELLEZZA

Non esistono vere e proprie ricette di bellezza, ma e chiaro che il verbasco, curando i foruncoli e i geloni, giova alla pelle. Inoltre può servire per mantenere brillanti e lucidi i capelli.

Lozione al verbasco

Che cosa occorre - 2 cucchiai di foglie fresche di verbasco, un litro abbondante d'acqua.

Come si prepara - Triturate le foglie, mettetele a bollire per 20 minuti nell'acqua, poi filtrate.

Come si utilizza - Questa lozione serve a mantenere i capelli biondi chiari e brillanti. Usatela come sciacquo dopo lo shampoo abituale.

 

LA BORRAGINE

II suo nome botanico è Borago officinalis. Appartiene alla famiglia delle Borraginaee, che comprende altre piante medicinali (la consolida e la polmonaria) e piante notissime da fiore, come il myosotis. È un'erbacea annuale che cresce spontanea un po' dappertutto nel nostro paese, lungo i muri, le siepi, i ruderi, le case diroccate. In alcune regioni, per esempio in Liguria, viene anche coltivata negli orti e nei giardini. Della borragine si usano sia i fiori sia le parti verdi. La pianta intera deve essere raccolta poco prima della fioritura, tra maggio e agosto, e messa a seccare in luogo aerato e asciutto(va rivoltata spesso).

PER LA SALUTE

Originaria della regione mediterranea, la borragine fa parte fin dai tempi più antichi del patrimonio della medicina popolare oltre che della più tradizionale pratica di cucina, apprezzata in pari misura come pianta commestibile e come rimedio di numerosi mali. Nel 1970 la troviamo citata da un medico famoso: "rallegra gli spiriti vitali e animali, infettati dalla bile nera". Più tardi la scuola francese di fitoterapia ne ribadisce l'utilità come sudorifero e come diuretico. Oggi viene ancora molto, apprezzata in medicina. I fiori, raccolti appena sbocciati e subito essiccati, giovano nelle affezioni bronchiali leggere; le altri parti della pianta (fusto e foglie) sono un efficace sudorifero e vengono perciò impiegate nell'influenza, nelle bronchiti, nei reumatismi.

lnfuso di borragine

Che cosa occorre - Mezza manciata di sommità fiorite sminuzzate, un litro d'acqua, miele.

Come si prepara - Versate l'acqua sui fiori, appena incomincia a bollire. Coprite il recipiente, lasciate riposare mezz'ora e passate al colino sottile.

Come si utilizza - Bevete 3- 4 tazzine di infuso nelle 24 ore addolcendo a piacere con miele, utile nella cura dei reumatismi dell'artrite, della gotta.

IN CUCINA

I delicati fiori blu della borragine vengono messi, canditi, sui dolci e tra i biscotti, freschi, nelle insalate. Sempre in insalata si gustano le foglie crude, dal vago sapore di cetriolo (bisogna pero tritarle finemente), Sempre le foglie, crude e tritate, sono ottime nello yogurt, nei formaggi cremosi, nelle bibite fredde. Cotte, si mangiano all'agro o al burro (come gli spinaci) o si adoperano nel ripieno dei ravioli o come ingredienti in più nella frittata.

Frittatine d'erbe

Che cosa occorre - 8 uova, gr. 20 di foglie tenere di borragine, gr, 20 di prezzemolo, gr. 10 di dragoncello, gr. 10 di basilico, sale, pepe, olio per friggere.

Come si prepara - Mondate, lavate e tritate finemente le erbe, poi dividetele in 4 mucchietti. Battete le uova a due alla volta e ad ogni porzione aggiungete mescolando un mucchietto d'erbe conditele con sale e pepe, poi fate le frittatine nel solito modo.

PER LA BELLEZZA

La borragine purifica la pelle e, secondo alcuni autori, con l'aggiunta di una moderata quantità d'alcol mette di buon umore e tira su i lineamenti del viso.

Vino di borragine

Che cosa occorre - Un cucchiaio di foglie fresche di borragine, una tazza di vino buono.

Come si prepara - Scaldate il vino e mettetevi a macerare per qualche minuto la borragine.

Come si utilizza - Bevete questo vino una volta o due al giorno: vi aiuterà a tenervi su e a distendere i lineamenti.

Tisana primaverile

Che cosa occorre - Per un litro d'acqua: gr. 20 di borragine, gr.20 di crescione, gr. 20 di cicoria, gr. 20 di dente di leone, zucchero.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sulle erbe e lasciatele in infusione a recipiente coperto per una decina di minuti. Quindi filtrate e addolcite a piacere.

Come si utilizza - Bevete tre o quattro bicchieri di tisana al giorno a cominciare dal mattino a digiuno: sarà un'ottima cura depurativa che gioverà alla pelle.

 

LA RUCHETTA SELVATICA

Il suo nome botanico è Diplotaxis tenuifolia. Si tratta di una piantina perenne molto comune in Italia che appartiene alla famiglia delle Crocifere (così chiamate perchè i fiori hanno cinque sepali disposti a croce). Cresce di solito in terreni aridi e pietrosi, tra le macerie, nei vecchi muri (la tradizione vuole che la migliore sia quella che nasce tra le rovine romane). È nota soprattutto come pianta commestibile, dal sapore forte e caratteristico, e ha una notevole somiglianza con l'Eruca sativa, rucola di coltivazione che si compra dagli ortolani e che può essere seminata con successo anche nell'orto "casalingo".

PER LA SALUTE

Gli antichi romani e i greci riconoscevano alla ruchetta soprattutto proprietà afrodisiache: Plinio, Dioscoride, Ovidio sono tutti concordi su questo potere. Oggi le si attribuiscono proprietà depurative, stimolanti dei succhi gastrici, diuretiche. Nell'uso esterno è utile anche per disinfettare e cicatrizzare le ferite, mentre in combinazione con altre piante ha benefici effetti sul cuoio capelluto.

Infuso di ruchetta

Che cosa occorre - Per ogni litro di acqua: da gr. 60 a gr. 80 di foglie di ruchetta.

Come si prepara - Versate l'acqua bollente sulle foglie e lasciatela raffreddare prima di filtraria.

Come si utilizza - Bevete l'infuso al mattino come depurativo primaverile e anche come blando diuretico.

IN CUCINA

Le foglie della ruchetta hanno la particolarità di essere sempre tenere e gustose, anche quando la pianta e in semenza. Per questo forse, fin dai tempi più antichi, la ruchetta era presente sulla tavola in aggiunta alle insalate di sapore più tenue, come la lattuga e la salvastrella. Gustata da sola, con olio, aceto e sale, è un'insalata speciale , molto appetitosa e dall'alto contenuto vitaminico. I suoi semi venivano usati nell'antica Roma come condimento aromatico.

Insalata di ruchetta

Che cosa occorre - Un mazzo di foglie di ruchetta selvatica, gr. 50 di pancetta, gr. 25 di olio d'oliva, aceto di vino.

Come si prepara - Fate rosolare pian piano per 7-8 minuti la pancetta tagliata a piccoli dadi in meta del suo peso di olio. Ritirate la padella dal fuoco, lasciatela intiepidire, poi aggiungete l'aceto. Fate bollire tutto insieme per qualche secondo, poi versate questo condimento sull'insalata gia pronta nell'insalatiera, ben mondata, lavata e sgrondata.

PER LA BELLEZZA

Raccolta e usata giornalmente fresca in primavera, che è la sua stagione migliore, la ruchetta selvatica può rappresentare un'ottima e gradevole cura depurativa e giovare cosi anche dal punto di vista estetico all'aspetto generale e in particolare a quello della pelle.

Lozione alla ruchetta

Che cosa occorre - Per mezzo litro d'alcool a 90: gr. 50 di foglie di ruchetta, gr. 50 di foglie di bardana, gr. 50 di radici d'ortica.

Come si prepara - Mettete a macerare le erbe nell'alcool per un mese, poi filtrate.

Come si utilizza - Usate la lozione per la pulizia del cuoio capelluto, per eliminare il sebo e per favorire la crescita dei capelli.

 

LA MELISSA

II suo nome botanico, Melissa officinalis, deriva dal greco e significa "foglie di miele". È una pianta perenne (appartiene alla famiglia delle Labiate) molto rustica e cresce lungo le siepi e nei luoghi ombrosi, dal mare alla zona montana. Nei diversi dialetti viene chiamata in modi differenti: citronella, cedronella, appiastro, erba limone e anche, confondendola con la Lippia citriodora, limoncina. Della melissa si usano tutte le parti aeree che si raccolgono in maggio-giugno, prima della fioritura, possibilmente nelle prime ore del mattino. L'essiccazione deve essere rapida: bisogna raccogliere le piantoe a mazzetti o a ghirlande e appenderle. Foglie e fiori vanno conservati separati.

PER LA SALUTE

La melissa ha perso un pò dell'enorme popolarità di cui godette nei tempi antichi e soprattutto nei Milleseicento, quando l'acqua dei Carmelitani scalzi, prodotta dalla distillazione della melissa macerata in alcol e vino bianco, prometteva miracoli. È vero però che la melissa è un efficace antispasmodico, giova nei leggeri disturbi nervosi, nelle emicranie, nelle palpitazioni, nelle nevrosi gastriche, e si dimostra benefica soprattutto nei casi di insonnia nervosa perchè calma l'agitazione e concilia il sonno. È utile anche negli stati febbrili perché calma la sete e aiuta a far scendere la febbre.

Acqua di melissa casalinga

Che cosa occorre - Un litro di acquavite bianca, gr. 50 di melissa, gr. 5 di cannella, gr. 15 di scorza fresca di limone, gr. 10 di angelica, gr, 15 di coriandolo, gr. 10 di chiodi di garofano, gr. 15 di noce moscata.

Come si prepara - Fate macerare tutti gli ingredienti nell'acquavite per 15 giorni, poi filtrate strizzando con cura. Conservate l'acqua di melissa in una bottiglia con tappo ermetico.

Come si utilizza - Un cucchiaino da caffè in un bicchiere d'acqua o in una tazza di infuso di melissa (gr. 30 di foglie o sommità per un litro d'acqua), oppure 15 gocce su una zolletta di zucchero (per i ragazzi): ecco le dosi giuste per ottenere giovamento in tutti i casi citati sopra.

IN CUCINA

La melissa è ottima per aromatizzare gradevolmente le bevande estive, anche il semplice calice di vino bianco ghiacciato. Usate con moderazione, le foglie tritate possono anche completare insalate, omelettes, zuppe e marinate aumentandone, oltretutto, la digeribilità.

Drink alla melissa

Che cosa occorre - II succo di mezzo limone, il succo di mezza arancia, il succo di un pompelmo, un cucchiaino di sciroppo di zucchero, 2 cucchiaini di cognac, 3 o 4 foglie di melissa, ghiaccio.

Come si prepara - Mescolate lutti gli ingredienti in un bicchiere dove avrete gia preparato i cubetti di ghiaccio. Decorate con una rondella di arancia o limone ed una piccola sommità di melissa.

PER LA BELLEZZA

Come calmante dei nervi, la melissa contribuisce a dare al viso un'aria più fresca e rilassata. Nei casi specifici è usata come bagno profumato tonico. Inoltre, come sciacquo dopo il dentifricio, assicura un alito profumato.

Bagno profumato alla melissa

Che cosa occorre - Una grossa manciata di foglie fresche e di sommità di melissa, un litro di acqua fresca.

Come si prepara - Pestate leggermente nel mortaio le foglie e le sommità, lasciatele in macerazione per due ore nell'acqua, poi filtrate strizzando bene le erbe. Allungate questo liquido fino alla quantità necessaria per un bagno calmante.

Dopo-dentifricio alla melissa

Che cosa occorre - Gr. 800 di acquavite, gr. 100 di fiori di melissa.

Come si prepara - Lasciate in macerazione per 5 giorni i fiori nell'acquavite. Filtrate e travasate in una bottiglia a chiusura ermetica.

Come si utilizza - Mezzo cucchiaino di questo preparato diluito in un bicchier d'acqua tiepida e usato per lo sciacquo dopo il dentifricio risolve i problemi d'alito.


«« indietro

torna alla presentazione chi sono e cosa ho scritto leggi i miei scritti i miei scritti su Montegalda guarda la mappa del sito mandami un'e-mail